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Editoriali

Chi l’ha visto, fermate la Sciarelli: non conosce la parola rispetto

Di Redazione7 ottobre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Federica Sciarelli

Federica Sciarelli

Questa volta, si è superato ogni limite di decenza. E’ mancato il rispetto, senza nessuna considerazione della persona ma con l’unico obiettivo di saziare la presunta ingordigia del pubblico calpestando la dignità del dolore.

Seconda serata di mercoledì, trasmissione “Chi l’ha visto” in onda su RaiTre. Non amo questo genere di brodaglie televisive ma per fortuna esiste Youtube e ogni nodo viene al pettine. Ogni dettaglio è salvato, ogni scandalo non può sfuggire.

La conduttrice Federica Sciarelli, cronista parlamentare e consigliere dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio distaccata sulla terza rete dello Stato, ha come ospite in collegamento da Avetrana la madre di Sarah Scazzi, la signora Concetta. L’obiettivo, chiaro ed inequivocabile, è quello di mantenere sotto la luce dei riflettori una vicenda che da settimane coinvolge gli italiani e che ogni telegiornale nazionale segue con grande attenzione.

Durante la trasmissione, verso le 23, cominciano a trapelare indiscrezioni che annunciano la morte della giovane Sarah e le insistenti ricerche del corpo nelle campagne baresi. Passano pochi minuti e trapela anche la confessione dello zio, in diretta arrivano fogli con i lanci d’agenzia come se piovesse e la voce della giornalista è un crescendo di annunci, riflessioni a voce alta, domande agli interlocutori, supposizioni investigative.

Tutto quanto si svolge con la madre della vittima seduta nel soggiorno dell’assassino. Una madre distrutta dal dolore che per quasi mezz’ora ha dovuto regalare il suo volto sofferente alla magistrale opera di tortura mediatica messa in atto da una signora che non è certo una sprovveduta cronista alle prime armi.

La Sciarelli, in diretta, ha incalzato anche la collaboratrice collegata da Avetrana chiedendo alla cugina Sabrina, figlia dell’assassino, di parlare davanti alle telecamere. Certo, una che ha madre, padre e sorella in procura da dodici ore cosa può chiedere di più che svelare al mondo intero la sua angoscia?

Più o meno a metà del penoso spettacolo, la giornalista “consiglia” un bicchiere d’acqua per la signora. Che tenera, si preoccupa per la mamma di una ragazzina stuprata, spogliata e gettata in un pozzo 26 giorni prima che in diretta nazionale si sta rendendo conto delle atrocità che le hanno strappato la figlia. Le consiglia di bere. O forse, vedendola silenziosa e palesemente imbarazzata, ha pensato che con la bocca inumidita avrebbe potuto parlare meglio del suo stato d’animo regalandole un bel frammento di spettacolare dolore interiore?

Ad un certo punto interviene l’avvocato, lui che conosce bene certe dinamiche lascia intendere che una simile evoluzione dei fatti, unita al lungo interrogatorio e alla tarda ora, potrebbero lasciar pensare ad una confessione che ha innescato le ricerche mirate del cadavere. Logico, aggiungo io. Come mai alla Sciarelli non è venuta la stessa intuizione? Conduce il programma dal 2004 ed è figlia di un avvocato dello Stato, difficile non aver mai avuto a che fare con certe sistuazioni.

In televisione, su una rete pubblica, si sentono cellulari che suonano e volti smarriti alla ricerca di una notizia. Privata. Dolorosa. Lancinante. Ma pur sempre una notizia, ragion per cui la solerte Federica Sciarelli dallo studio si sente in diritto di continuare lo show. Cosa può fermare tanto scempio? Un singhiozzo, una lacrima, due occhi abbassati.

Sabrina Misseri, cugina di Sarah e figlia dell’assassino Michele, alla quinta telefonata dietro le telecamere con la sorella Valentina che è in procura non dice nulla. Ma piange. Il gelo ferma il tempo, improvvisamente la priorità diventa lasciar andare tutti a cercare conferme, come se servisse una semplice manifestazione del malessere di Sabrina per riportare tutti alla realtà. A vivere il proprio dolore lontano dalla bramosia di scoop di una che non ha rispetto di sé stessa, del suo lavoro ma soprattutto del dolore delle persone.

“Concetta, mi dica lei quando e se vuole interrompere la trasmissione” chiede la Sciarelli alla mamma di Sarah Scazzi. “Forse è meglio”, risponde la donna sotto shock. Ma come, gentile Federica, ci stavi regalando lo scoop degli scoop e proponi ad una mamma distrutta con la figlia morta ammazzata di interrompere tutto? Nemmeno il direttore di rete è intervenuto per dire basta, e tu dai la possibilità alla madre di cancellarti il momento di massimi ascolti?

Sono abituato a rispettare il lavoro dei colleghi, questa volta però non posso stare in silenzio. Non posso evitare di dire la mia su uno spettacolo indegno: mercoledì 7 ottobre, su una rete della televisione pubblica italiana, si è superato il limite. In nome dell’audience, si è perpetrata la cronaca di una fatto tragico senza considerare minimamente lo stato d’animo delle persone coinvolte.

E’ stata stuprata la dignità intellettuale degli spettatori che seguono la trasmissione, come se a tutta l’Italia interessasse sapere dalla mamma di Sarah Scazzi cosa pensasse della situazione seduta sulla sedia dove, magari, l’assassino di sua figlia ha condiviso con altri quel segreto terribile e agghiacciante.

Per oltre trenta, lunghissimi minuti, Federica Sciarelli ha calpestato quel dovere di cronaca che deve animare i giornalisti nella ricerca della notizia per informare i lettori. Ha voluto ergersi a protagonista di una vicenda che non le appartiene. Ha mostrato gli occhi di una madre assente e sotto shock mentre le leggeva, incalzante, i lanci d’agenzia chiedendo alle forze dell’ordine di chiamarla in trasmissione per dare conferme.

Se nessuno la ferma, la prossima volta chiederà che gli interrogatori vengano fatti nello studio Rai che la vede impegnata. Se nessuno la ferma, lo scandalo rimarrà impunito. Ci vuole rispetto, signori, del lettore e degli interlocutori. Ma soprattutto della propria persona. Vergogna!

Fabio Gennari

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