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Bergamo

Zona Ospedale: il Comitato S.Lucia denuncia il silenzio del Comune

Di Redazione6 ottobre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La zona del vecchio ospedale

La zona del vecchio ospedale

SANTA LUCIA — Riceviamo e pubblichiamo questa lettera del Comitato Santa Lucia che esprime profonda preoccupazione per le trasformazioni urbanistiche in atto nel quartiere.

“Gentile direttore, in seguito della dichiarazione del Consigliere Di Gregorio pubblicata da BergamoSera in data 28.9.2010 vi scriviamo per richiamare nuovamente l’attenzione sull’operato del Comitato Santa Lucia che, dopo la sua costituzione di due anni fa, ha messo in atto azioni propositive con l’obiettivo di instaurare un dialogo con l’Amministrazione della città per partecipare attivamente in rappresentanza dei cittadini associati (e di quelli che manifestano comunque condivisione delle ns. istanze) alle trasformazioni urbanistiche previste nel quartiere che, in considerazione dell’ambito territoriale, coinvolgono in effetti l’assetto urbanistico di tutta la città.

Con tali intenti ci siamo concentrati da subito sull’area Ex –Enel, le cui vicende sono state seguite marginalmente dalla stampa.
Questo Comitato ha contestato in maniera puntuale e tempestiva la scelta dell’amministrazione di adottare e quindi approvare un Piano Integrato di Intervento che prevede un’intensa edificazione, incoerente con ogni altro Piano Integrativo di Intervento cittadino, in un’area che già soffre di gravi problemi di traffico, con pregiudizio della vivibilità e, presumibilmente, della salute dei residenti, nonché della salvaguardia delle caratteristiche paesaggistiche distintive dei luoghi.
In merito, il ns. Comitato ha sostenuto economicamente il ricorso al TAR dei cittadini limitrofi, legittimati a promuovere tale azione.
La ns. perseveranza sull’area demaniale denominata Campo di Marte dopo grandi sforzi ha prodotto l’apertura per le scuole e per il quartiere di quest’area verde dotata di attrezzature sportive.
Ricordiamo il ns. impegno per l’area ove attualmente si trovano gli Ospedali Riuniti per la quale abbiamo sollecitato più volte incontri con l’Amministrazione Comunale da una parte e Regione Lombardia dall’altra per ottenere chiarimenti in merito alle prospettive concrete di riqualificazione dell’area.
L’esito di tali incontri, assolutamente insoddisfacente, non ha raggiunto l’obiettivo di fare chiarezza sulle scelte delle due Amministrazioni locali, che peraltro non ci hanno permesso di :
individuare il nostro possibile interlocutore in questa importante fase antecedente alla vendita dell’area, posto che la prima asta è andata deserta;
ottenere risposte concrete in merito ad eventuali variazioni di percentuali di destinazione pubblico/privato, che avrebbero impatto profondo sugli assetti urbanistici del quartiere e dell’intera città, dato l’ambito pregiato dei luoghi;
ottenere rassicurazioni definite in merito al necessario e importante adeguamento dei servizi del quartiere Santa Lucia che, sviluppatosi in modo abbastanza disordinato intorno agli Ospedali Riuniti, risulta esserne completamente privo.

Ciò che ha destato e desta in noi molta preoccupazione è l’atteggiamento di silenzio da parte di chi è direttamente coinvolto nella vicenda: Regione, Provincia e Comune.
Proprio per sollecitare l’attenzione e per coinvolgere i cittadini, il Comitato si è attivato con una raccolta firme cha ha già visto, nelle iniziali e ancora limitate occasioni di raccolta, adesioni di centinaia di persone che hanno manifestato di condividere le ns. richieste.
Tali ns. richieste, ampiamente illustrate nel ns. documento di linee guida pubblicato sul sito del Comitato, sinteticamente si riassumono in:
a) più verde e meno volumetrie, con la creazione di un parco verde, fruibile dai cittadini e di collegamento tra i quartieri di Loreto e Santa Lucia, ubicato nell’area ove insiste attualmente l’obitorio e nei piani destinata alla costruzione di tre o quattro edifici di 6 o 7 piani per la facoltà di Scienze della Comunicazione (l’incertezza sui dettagli è dovuta al progetto non ancora definitivo);
b) localizzazione di uffici/servizi pubblici (ivi inclusa anche l’eventuale nuova facoltà universitaria) nella corte centrale;
c) programmazione della viabilità connessa ai flussi di accesso con parcheggi esterni al quartiere;
d) realizzazione di parcheggi interrati e più in generale di un piano parcheggi che possa assorbire anche i nuovi insediamenti attesi;
e) realizzazione di percorsi ciclo-pedonali sicuri e di collegamento con i quartieri di Loreto, Longuelo e Astino.

Riteniamo che le ns. ragionevoli istanze siano condivisibili previo avvio di un percorso realmente partecipativo che consenta finalmente ai cittadini di essere protagonisti delle trasformazioni urbanistiche di una porzione di territorio prestigiosa e nevralgica per l’intera città.
Siamo consapevoli del fatto che in questo momento più che mai le scelte siano fortemente condizionate da fattori economici, ma è nostra certezza che qualche rinuncia possa essere in grado di portare grandi benefici alla collettività, lasciando un’impronta duratura e positiva nel tessuto urbano.

Concludendo, ci preme evidenziare per tutti i cittadini che ogni intervento urbanistico, anche lontano dal proprio quartiere, è un anello della catena degli interventi che cambiano il volto dell’intera città per sempre e vorremmo che detto cambiamento fosse orientato al meglio per noi e soprattutto per i nostri figli”.

Comitato Santa Lucia

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