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Raimondi suona la carica: l’Atalanta può vincere contro chiunque (video)

Di Redazione6 ottobre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cristian Raimondi

Cristian Raimondi

ZINGONIA – Lui, a Sassuolo, non c’era. Sarebbe servito, certamente avrebbe offerto un’importante alternativa in più a mister Colantuono ma purtroppo è stato appiedato dal giudice sportivo. Espulso da un arbitro che, concedetemelo, ha sbagliato contro la Reggina in entrambe le ammonizioni. Cristian Raimondi, al rientro domenica sera con il Torino dopo il riposo forzato, ha dovuto guardare la gara dalla televisione e davanti ai microfoni è tornato sull’episodio incriminato.

Cristian Raimondi, dieci giorni dopo cosa puoi dire della tua cacciata contro la Reggina?

Facile, che l’arbitro ha commesso due sbagli. Sul primo intervento non ho assolutamente toccato l’avversario, in occasione del rosso avevo intuito che l’avversario avrebbe cercato il contatto e per questo mi sono fermato. La dinamica dell’azione e la poca sportività del reggino hanno indotto l’arbitro all’errore, mi spiace perchè ci tenevo ad esserci anche contro il Sassuolo.

Sassuolo che è stato surclassato dall’Atalanta: che partita hai visto?

Di solito, seguendo le gare da fuori si soffre molto più che in campo. Sabato invece tutto questo non è accaduto, il 2-0 del primo tempo è stato davvero molto buono ed a parte la fase finale in cui Bruno ci ha creato dei pericoli, sono convinto che il successo sia nettamente meritato.

E’ stata la miglior Atalanta di questo scorcio iniziale di stagione?

Secondo me abbiamo giocato bene anche in altre circostanze, penso alla Reggina che nel primo tempo è stata schiacciata. I risultati condizionano sempre i giudizi, se fai gol tutto cambia ma anche a Siena, per esempio, ho visto una buona prestazione della squadra.

Personalmente, sei soddisfatto delle prestazioni fino questo punto?

Direi di sì, sicuramente posso fare molto di più come del resto anche la squadra. Ho praticamente sempre giocato, sia partendo dalla panchina che dal primo minuto sono riuscito a dare il mio contributo e spero di riuscire a fare ancora meglio.

Domenica arriva il Torino, compagine di livello come voi..

E’ una squadra fatta cercare di salire subito in serie A, sarà una gara difficile visto che anche davanti hanno giocatori che possono fare la differenza ma l’Atalanta è consapevole della sua forza e più passano le giornate più questa convinzione aumenta.

Magari il fatto che verranno a giocarsi la partita vi agevolerà un po’ rispetto a quando vi si sono presentate davanti delle barricate..

In teoria, sotto questo aspetto siamo facilitati ma non dimentichiamo che una maggiore propensione al gioco può anche causare più pericoli. Certamente, la partita sarebbe ancora più bella per il pubblico ma credo che la cosa importante sia il risultato.

Con il rombo, per voi terzini c’è più spazio. Come ti vedi nel nuovo scacchiere?

Ho giocato sia con davanti un compagno che con tutta la fascia a disposizione. Sono uno a cui piace spingere, è importante tenere l’equilibrio con chi mi darà supporto sulla fascia e diventa determinante oliare bene i meccanismi. Questo è un sistema di gioco che per me ci permette di fare molto in avanti, spero che si riesca finalmente a vincere in casa senza dover cozzare contro muri da nove uomini che difendono la porta.

Troest a Modena ha impressionato: per te qual’è il segreto?

Segreto? Basta venire a vedrlo durante gli allenamenti. E’ un professionista esemplare, arriva prima degli altri e lavora tantissimo. Con queste premesse, è facile capire come sia possibile fornire una prestazione così importante pur non avendo mai giocato

Torino, Novara ed Ascoli: il trittico giusto per fare un primo bilancio stagionale? 

La settimana è piena, abbiamo potenzialmente 9 punti da conquistare ed anche se andiamo ad affrontare squadre di livello. Guardiamo una partita per volta, in serie B è necessario questo approccio, e pensiamo di centrare più punti possibili: possiamo farne anche nove, sulla carta l’Atalanta può vincere contro chiunque. In casa e in trasferta, non dobbiamo temere rivali.

Fabio Gennari

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