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Politica

Crisi a Costa Volpino: non solo contrasti personali

Di Redazione5 ottobre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il sindaco di Costa Volpino Laura Cavalieri

Il sindaco di Costa Volpino Laura Cavalieri

COSTA VOLPINO — “La decisione di dimettersi non va ricercata solo nei disaccordi e nei contrasti con un esponente della maggioranza”. E’ quanto sostiene Paolo Ferrari, portavoce del sindaco di Costa Volpino Laura Cavalieri che domani sera presenterà le sue dimissioni in consiglio comunale.

Secondo diversi osservatori, i recenti contrasti fra la sindachessa e il vicesindaco Piero Martinelli non sarebbero sufficienti a spiegare la drastica presa di posizione del primo cittadino che governa il paese della Val Cavallina da 9 anni. Anche perché, a dirla tutta, sarebbero state più immediate e meno dolorose le eventuali dimissioni di un vicesindaco invece di un possibile commissariamento.

Per ora la Cavalieri si è limitata a un “no comment” sulle motivazioni che l’hanno spinta alle dimissioni. Riservandosi poi di spiegare tutto in consiglio comunale. Ma è opinione diffusa che altro bolla in pentola.

“La decisione di dimettersi – spiega Ferrari – è da cercare anche nel poco interesse della segreteria provinciale del Pdl (commissariata) che non avendo coordinatori sul territorio e creando pasticci, si pensi che la creazione del gruppo del Pdl è stata data ad esponenti dell’opposizione, non ha saputo organizzare uno dei pochi comuni ancora in mano alla Casa delle Libertà”.

Dopo Urgnano, dove il sindaco Venceslao Testa si è dimesso a causa dei contrasti interni che hanno portato due esponenti del Pdl a votare con la Lega e mandare sotto il primo cittadino, la guerra fratricida nel Pdl si è sposta dunque a Costa Volpino. Ma c’è da scommettere che, comunque vada mercoledì sera, la vicenda avrà strascichi ben oltre i confini della Val Cavallina. “Ho già informato della situazione via fax l’onorevole Silvio Berlusconi e via mail il Regionale, nelle persone di Guido Podestà e Massimo Corsaro – continua Ferrari – ai quali ho inviato documentazione apparsa sulla stampa locale e le lettere da me inviate in precedenza a Berlusconi e Podestà, nelle quali si poteva evincere le difficoltà che il Comune aveva con la segreteria provinciale”.

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