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Editoriali

Quella penosa “finippica”: anche il centrodestra ha il suo Veltroni

Di Redazione29 settembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gianfranco Fini nel famigerato video

Gianfranco Fini nel famigerato video

Quattro parole: molto rumore per nulla. Ecco quanto servirebbe per riassumere la bellezza di 9 minuti e 8 secondi di arrampicata verticale senza rete protettiva dell’intervento di Gianfranco Fini sul web. Era sabato 25 settembre, ore 19,10. Dopo un’estenuante attesa, che ha paralizzato ben 4 siti internet vicini al Presidente della Camera, Fini si presenta al popolo di internet.

È il nono secondo del nono minuto quando l’ascoltatore si rende conto di aver sprecato del tempo prezioso nel suo giorno di riposo. Ci si sarebbe aspettati ben altro da un uomo dalle brucianti passioni politiche, e non solo. Le stesse che lo hanno spinto a tradire il passato e il presente, per lanciarsi, secondo sempre più pressanti voci, nell’avventura di un terzo raggruppamento partitico.

È l’ uomo Gianfranco che parla. Il Gianfranco politico sembra dimenticato. Posto sotto chiave in chissà quale soffitta. Scatta il copione del mea culpa per troppa ingenuità, del “se fosse farei” nel continuo, grottesto tentativo di negare l’evidenza. Ma, francamente, di tutta la “finippica” non rimane nulla in mente. Del resto quel appartamento a Montecarlo, di trecentomila euro, lui lo considera una sciocchezza economica: alla faccia di chi come noi arranca per un mutuo decente.

Pacato, sul web, più simile a uno di quegli astrologi, che si vedono in tv a tarda notte a vendere previsioni sul futuro altrui per alimentare il proprio, che a un uomo politico. Tanti anni di gavetta. Tanti anni di politica. E poi alle porte dell’autunno del 2010 anno domini la vera constatazione: Fini non è un leader moderno, non un uomo che possa, e mai potrà, guidare qualcosa che superi il 5 – 6 per cento dei consensi (ammucchiate a parte, s’intende). Comunque di sicuro non il futuro leader del centrodestra.

E se qualcosa doveva emergere da questo video, quella cosa emerge con chiarezza quasi sconcertante: anche il centrodestra ha il suo Walt Veltroni. Purtroppo. Perché l’Italia non è Milocca.

Carlo Scotti Foglieni

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