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Politica

Retroscena: Lega, fondazioni bancarie e la pista bergamasca

Di Redazione27 settembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Giuseppe Guzzetti (a sinistra) e Carlo Vimercati

Giuseppe Guzzetti (a sinistra) e Carlo Vimercati

BERGAMO — Sembra un paradosso visti i proclami degli anni scorsi, ma pur di non cedere parti importanti della finanza del Nord alle banche tedesche, la Lega è pronta ad un’alleanza con la vecchia sinistra della Democrazia Cristiana che da tempo immemore domina le fondazioni bancarie italiane. E’ uno dei retroscena svelati dal caso Unicredit.

E’ stato lo stesso leader leghista a palesare questa linea politica. “Avevo paura che la Germania potesse mettere le mani su Unicredit – ha detto il leader della Lega Umberto Bossi con tanto di sigaro in mano nel cortile di Montecitorio – ma poi ho visto che non hanno i numeri”. Disapprovando le dimissioni “al buio” di Alessandro Profumo, Bossi ha scelto il suo nuovo “cavaliere bianco” che “riorganizzi la difesa” e governi il delicato passaggio nel mondo bancario italiano. E chi è il prode scelto? Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo e della Associazione delle fondazioni bancarie Acri.

Guzzetti però è stato anche l’ex presidente della Regione Lombardia, democristiano doc fin dal 1953, quando all’età di 19 anni cominciò a militare nel partito di centro. Nato nel 1934 a Turate, un piccolo paesino della provincia di Como al confine con l’estremità Sud della provincia di Varese, dove i cattolici sono stati componente egemonica della società per decenni e tutt’uno con la Dc. Segretario della federazione di Como, segretario regionale Dc, entra nel Consiglio regionale della Lombardia nel 1970 e ci rimane ininterrottamente fino al 1987 quando diventa senatore della Repubblica, dopo essere stato presidente della Giunta regionale dal 1979 al 1987.

“Proto leghista” lo chiamava Ciriaco De Mita per la sua visione politica che metteva la Lombardia al centro di tutto. Ora, colmo dei colmi, la Lega si trova a dover ricorrere agli ex democristiani per cercare di salvare Unicredit e il resto del mondo bancario del Nord dall’assalto straniero. Nei corridoi del potere si vocifera di un’alleanza fra leghisti e l’ala sinistra della Balena bianca che, nonostante sia sparita a livello politico, è viva e vegeta nelle fondazioni bancarie da oltre 20 anni.

E così ecco che Bossi arriva a dire: “Se c’è un minimo d’azione intelligente da parte delle Fondazioni i tedeschi non ce la possono fare. Spero che le Fondazioni non stiano con le mani in mano e che si organizzi una difesa. Penso che Guzzetti sia in grado di organizzare qualcosa”.

E dire che Bossi e Guzzetti in passato non si sono mai amati. Era stato proprio il Senatur (insieme a Berlusconi) a cercare di impedire la sua ascesa alla Fondazione Cariplo. Poi qualcosa è cambiato. E qui spunta la pista bergamasca. Sì perché, secondo quanto appreso da Bergamosera, l’artefice dell’incontro di “avvicinamento” fra Guzzetti e Bossi sarebbe un personaggio molto importante della finanza orobica: Carlo Vimercati. Vimercati, classe 1956, già commissario della Fondazione Cariplo, è il presidente della Consulta nazionale Comitati di gestione dei fondi speciali del volontariato, incaricati di trasferire le risorse finanziarie provenienti dalle Fondazioni di origine bancaria ai Centri di Servizio del Volontariato.

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