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Bergamo

La casa? Ai bergamaschi piace bilo e trilo

Di Redazione22 settembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Ai bergamaschi piacciono bi e trilocali

Ai bergamaschi piacciono bi e trilocali

BERGAMO — Mentre per il terzo anno consecutivo scendono ancora i prezzi medi delle compravendite di case a Bergamo e provincia, i bergamaschi sembrano non avere dubbi sulle loro scelte. Gli immobili più ricercati sono sempre di più i trilocali e bilocali, centrali/semicentrali ed in buono stato.

E’ quanto rivela una recente indagine della Fiaip (la Federazione italiana agenti immobiliari” le unità residenziali maggiormente compravendute sono per il 33 per cento trilocali e per il 28 bilocali. Scarso l’appeal del monolocale, tipologia poco presente a Bergamo. L’ubicazione è prevalentemente posta in zone centrali (41,3) e semicentrali (34) e lo stato di conservazione che prevale è il nuovo e ristrutturato (insieme totalizzano il 51,3), seguito dall’usato in buono stato (40).

Secondo il Report dell’Osservatorio previsionale Fiaip Bergamo le compravendite immobiliari fanno registrare un andamento medio dei prezzi in calo del 7 per cento per le abitazioni.

I valori si attestano invece al -10 per cento per il commerciale, -13,33 per cento per il segmento direzionale e -12,78 per cento per i capannoni, segno di ancor scarsa vivacità del settore terziario e produttivo, che tuttavia sta recuperando posizioni rispetto alla stasi totale del 2009. Oltre la metà degli acquirenti bergamaschi comprano casa con il mutuo, percentuale che sale oltre il 92 per cento nel segmento degli extracomunitari.

Il 31,9 per cento degli acquirenti permuta la sua abitazione. Cauto ottimismo per gli agenti immobiliari. Le previsioni per il 2011 indicano timidi segnali di ripresa e un miglioramento per le compravendite ad uso residenziale, con particolare attenzione alle aree centrali di Bergamo, mentre nelle zone semicentrali e periferiche il mercato potrebbe mantenersi sostanzialmente stazionario. Aumentano le richieste degli affitti ad uso abitativo. E’ quanto emerge da un campione di informazioni elaborate e raccolte da oltre 100 agenti immobiliari Fiaip bergamaschi, al fine di misurare non solo le variazioni dei prezzi, ma in particolare l’andamento del mercato immobiliare.

Il campione rappresentativo dell’area urbana bergamasca è fotografato dal Report dell’ “Osservatorio previsionale Fiaip Bergamo” dedicato al mercato immobiliare del 2010 e alle previsioni 2011. L’Osservatorio è curato dal Comitato scientifico Fiaip Bergamo, composto dal presidente provinciale Giuliano Olivati insieme ai consiglieri provinciali Roberto Boffelli, Antonino Chiarini, Salvatore Ranucci e Roberto Tassetti. Il Report ha fatto da battistrada all’Osservatorio immobiliare urbano 2010 realizzato anche quest’anno da Fiaip, la Federazione italiana agenti immobiliari professionali, che è stato presentato a Roma insieme ai promotori dell’Osservatorio Parlamentare sul Mercato Immobiliare (OPMI). L’Osservatorio bergamasco e nazionale è realizzato con il supporto scientifico dell’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze Statistiche.

Da registrare la lenta normalizzazione del mercato, con il 56% delle rilevazioni di aumento della domanda di abitazioni e stabilità dell’offerta: il dato, è la speranza degli operatori, potrebbe segnare la fine del trend negativo che ha ingessato il settore immobiliare dal 2007. Aumenta nel 2010 l’interesse per le abitazioni nuove o ristrutturate (insieme fanno il 51,37% del reale venduto), tengono gli alloggi usati in buono stato (40% delle transazioni residenziali), mentre si ritaglia una nicchia il mercato degli immobili da ristrutturare (8,64%). Il tempo medio di vendita degli immobili ad uso abitativo si conferma tra i 6 e i 9 mesi per il 42,78%.

Le previsioni per il 2011 indicano un sostanziale miglioramento dell’andamento delle compravendite degli immobili ad uso abitativo, con particolare attenzione alle aree centrali della città e forti attese sulla fascia semicentrale, mentre si prevede un andamento stazionario nelle periferie. I dati raccolti per il comparto residenziale danno come previsione una sostanziale stazionarietà dei tempi di vendita degli immobili residenziali, che potrebbero subire qualche allungamento in periferia.

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