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Editoriali

De Benedetti a Foppolo? Non è tutto oro quello che luccica

Di Redazione22 settembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Foppolo (foto courtesy forum.valbrembanaweb.com)

Foppolo (foto courtesy forum.valbrembanaweb.com)

FOPPOLO — Calma e gesso, perché l’operazione De Benedetti a Foppolo, che ha scatenato entusiasmi in Valbrembana e non solo, é tutt’altro che realizzata. Sebbene l’arrivo dell’impreditore di Ivrea (ora naturalizzato svizzero) sia un buon segnale, al rilancio del turismo in Valbrembana manca ancora un aspetto fondamentale: gli investitori, ovvero chi ci mette i soldi.

Sì perché la Jupiter Finance, società del gruppo Cir interessata a Foppolo, in realtà nell’operazione “villaggio alpino” non avrà il ruolo di investitore diretto negli sviluppi immobiliari ma coordinerà e promuoverà l’ingresso di operatori specializzati come catene alberghiere, resort manager o fondi immobiliari.

Tradotto in soldoni: faranno da mediatori a possibili investitori, che al momento non si conoscono. Ma di loro, non ci metteranno un quattrino in più di quelli che hanno già versato, almeno per ora. Si tratta di meccanismo simile messo in campo a San Pellegrino. Prima s’inventa un progetto da centinaia di milioni di euro, poi si cercano investitori disponibili, confidando che ce ne siano.

A San Pellegrino per ora è andata male. Il progetto delle terme con tanto di hotel extralusso é fermo al palo per la ritrosia delle catene alberghiere ad entrare in un’operazione simile. A Foppolo il progetto é altrettanto ciclopico. E’ previsto un villaggio alpino con 200 appartamenti, mille posti letto negli alberghi, ristoranti, negozi, 1200 parcheggi. Insomma, sulla carta la località turistica brembana cambierà faccia. I 60mila metri quadrati di nuove edificazioni costeranno circa 150 milioni di euro. Chi ce li mette, per ora, non è dato sapere. Anche perché non sono ancora stati trovati i gestori alberghieri e dei servizi. Ovvero coloro che, alla fine, dovranno far funzionare tutto quanto, in maniera imprenditoriale.

Più facile invece individuare chi – legittimamente, beninteso – ci guadagnerà. Oddio, l’ingegnere di Ivrea di agganci ne ha parecchi quindi forse, alla fine, riuscirà a far quadrare il cerchio. Per ora ha solo acquisito le vecchie seggiovie e comprato terreni. Il Comune, dal canto suo, dovrà trovare i fondi per realizzare entro il 2012 la nuova cabinovia a otto posti che salir‡ fino al Montebello (sostituendo le due seggiovie attuali) e sostituire i tre skilift della conca di Carisole di Carona con una seggiovia.

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