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Bergamo

Casa dello Sport, il Coni accusa la Provincia: ci sta ricattando

Di Redazione21 settembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La Casa dello Sport di via Gleno

La Casa dello Sport di via Gleno

BERGAMO — Si alza in maniera vertiginosa il tono dello scontro fra il Coni, presieduto da Valerio Bettoni, e la Provincia, guidata dal presidente Ettore Pirovano. Il terreno del contendere, stavolta, è il trasferimento all’affollatissima Casa dello Sport di via Gleno dell’assessorato provinciale Caccia, pesca e sport. In un documento presentato ieri dal consigliere regionale dell’Udc all’assemblea delle federazioni sportive bergamasche, si legge che con il trasferimento degli uffici provinciali “di fatto è stata richiesta la fuoriuscita di 9 federazioni e diverse associazioni sportive, quando gli spazi sono già occupati e altre 10 associazioni sono in lista di attesa per poter entrare nella sede”.

“Alla oggettiva constatazione che tutta la Casa dello Sport è pienamente occupata e operante – prosegue sempre il Coni – si è risposto congelando il contributo annuo di 100 mila euro all’Associazione Cittadella dello Sport, sia per il 2009 che per il 2010, con un evidente ricatto intimidatorio. Aleggia inoltre l’intenzione di non rinnovare il contratto d’affitto con il Coni e le Federazioni, che scade nel 2012”.

Parole pesanti. La Casa dello Sport in realtà è di proprietà della Provincia. Naturale che l’amministrazione provinciale voglia trasferire lì il suo assessorato, risparmiando i soldi d’affitto che paga in via San Giorgio. Solo che la Casa dello Sport, punto di riferimento per 200mila sportivi bergamaschi, è davvero strapiena. E, oltre alle federazioni sportive, là dentro c’è anche il Coni che occupa spazi abbastanza consistenti. Attualmente, il Coni paga alla Provincia un affitto di 60 mila euro all’anno, con un contratto sottoscritto quando alla presidenza di via Tasso c’era appunto Bettoni.

Il Coni, datti alla mano, calcola che le società sportive bergamasche che fanno capo alle federazioni ospitate in via Gleno, sono ben tremila. I volontari di tutte quelle società produrrebbero un lavoro gratuito stimato in 130 milioni di euro l’anno. Pertanto, il Coni chiede “un confronto con il presidente della Provincia”.

Leggi il documento del Coni

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