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Politica

Ironizzano sulla morte del parà: Oriani (Pdl) minaccia la denuncia

Di Redazione20 settembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il sito incriminato

Il sito incriminato

BERGAMO — Il Consigliere Provinciale del PDL Matteo Oriani, a seguito di una segnalazione avvenuta via Facebook in merito ad un articolo che ironizzava sulla morte del tenente Alessandro Romani paragonandola ad un incidente di caccia, ha dato mandato ad un legale per verificare gli estremi per una denuncia contro gli estensori dell’articolo e contro il sito internet che lo ha pubblicato.

Questa mattina, mentre il presidente della Repubblica Napolitano e le massime cariche dello stato, i presidenti dei due rami del Parlamento, Renato Schifani e Gianfranco Fini, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta e poi il sindaco di Roma Alemanno, partecipavano alle esequie solenni del tenente Alessandro Romani, il parà della Folgore ucciso in uno scontro a fuoco in Afghanistan lo scorso venerdì 17 settembre, su “Informare per resistere” appariva l’articolo incriminato.

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E così Oriani ha preso carta e penna: “Stamattina ho ricevuto la segnalazione di un articolo, pubblicato su un sito chiaramente di sinistra, che ironizzava sulla morte del Tenente Alessandro Romani, paragonandola ad un incidente venatorio – ha spiegato Oriani – Ho chiesto ad un legale di verificare gli estremi per una denuncia”.

“Ritengo l’articolo vergognoso, irrispettoso del nostro tenente caduto, della sua famiglia e di tutti i soldati che operano all’estero per la Libertà – ha continuato l’esponete pidiellino –. Quanto pubblicato da questo sito internet è perfettamente in linea con i fischi di Livorno. Sono comportamenti inaccettabili che vanno condannati e perseguiti. Non ci deve essere più spazio per chi esulta per la morte dei nostri soldati e per chi grida 10,100,1000 Nassirya. – ha concluso Oriani – La libertà di opinione non può essere più una scusa per chi non ha il minimo rispetto per la vita umana”.

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