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Prima periferia

Indesit: si cercano soluzioni per ricollocare 500 addetti

Di Redazione20 settembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
I lavoratori davanti alla Indesit

I lavoratori davanti alla Indesit

ROMA — Indesit conferma l’intenzione di delocalizzare parte della propria produzione in Campania. Ma, nel corso di un incontro a Roma al ministero del Lavoro, l’azienda ha detto di voler trovare una soluzione per ricollocare 500 addetti in esubero.

La chiusura degli stabilimenti Brembate e Refrontolo (in provincia di Treviso) dunque si avvicina. Il piano di Indesit, che esclude lo spostamento della produzione nazionale negli otto stabilimenti del gruppo all’estero, prevede investimenti pari a 120 milioni di euro, destinati “all’innovazione di prodotto e di processo” negli impianti del Centro-Sud e “diretti soprattutto a focalizzare la missione degli stabilimenti italiani del gruppo su produzioni ad alto contenuto tecnologico”, si legge in una nota.

Nel polo di Carinaro e Teverola, in provincia di Caserta, l’azienda produce ogni anno 1,5 milioni di frigoriferi e lavatrici grazie all’opera di oltre mille dipendenti. Il trasferimento in Campania dell’attività svolta a Brembate comporta l’avvio della produzione di lavabiancheria a carica dall’alto ed altri elettrodomestici che il gruppo sta pensando di mettere in commercio.

Oggi, nel corso dell’incontro con i sindacati nazionali e i funzionari del ministero del Lavoro, si sta provando a trovare una soluzione per il personale in esubero ma “la delocalizzazione a Carinaro e Teverola non è assolutamente in discussione” ha detto l’azienda.

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