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Editoriali

Atalanta, servono pazienza e un cambio di modulo

Di Redazione20 settembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Catenaccio bianconero

Catenaccio bianconero

SIENA – Ci vuole pazienza. Solo pazienza. Ho visto la partita di Siena dal vivo e la sensazione più forte che mi rimane è che il confronto tra due squadre che, sulla carta, dovrebbero condurre da protagoniste il campionato si è rivelato un flop.

Il Siena, tecnicamente scarso ma animato da un ardore importante e sostenuto da una condizione fisica già molto buona, ha vinto grazie ad un bel gol di Mastronunzio arrivato al termine di un contropiede magistrale (errore di Ceravolo al limite dell’area del Siena, tre passaggi per arrivare su Del Grosso che ha crossato) e si è limitata a giocare di rimessa per tutto il resto della partita.

In tribuna stampa, i colleghi toscani hanno sottolineato più volte l’ottima partita in interdizione dei centrali Terzi e Ficagna (entrambi ammoniti) e del gioiellino Marrone a centrocampo pur riconoscendo che il Siena non ha scintillato.

Mastronunzio, poi, ha potuto incornare spesso indisturbato palloni che spiovevano dalle fasce ma se lo schema del Siena è catenaccio e contropiede per la punta ex Ancona, penso sia difficile che dalle parti di Piazza del Campo si divertano.

Non sono problemi nostri, torniamo a parlare della Dea. Sul campo dell’Artemio Franchi, l’Atalanta ha sprecato un tempo alla ricerca di una manovra che, oggi, è impraticabile. Senza due ali di ruolo e con Tiribocchi ai box per problemi fisici, è impossibile salire con i centrocampisti centrali trovando appoggio sugli esterni o sulla punta che viene incontro. Ceravolo non può fare questo lavoro, Ardemagni lontano dalla porta è acerbo e Bonaventura (come Padoin) sulla fascia è adattato.

Un tecnico, in questi frangenti, dev’essere attento e cambiare schieramento: Colantuono ha visto e provveduto e dopo aver inserito Doni al 50′ ha cercato il colpo stura-difesa con Ruopolo per Bonaventura.

Per la prima volta, in questa stagione, la Dea si è schierata con un centrocampo a tre ed un rifinitore alle spalle delle due punte. Con il solo Pettinari a disposizione per il ruolo di esterno alto e almeno 5 centrocampisti centrali (Basha, Barreto, Carmona, Padoin e Dalla Bona) la nuova strada tentata dal tecnico di Anzio merita di essere percorsa.

Tra l’altro, Doni e Bonaventura possono agire alle spalle di due tra Ardemagni, Ceravolo, Ruopolo e Tiribocchi in modo da garantire rifornimenti adeguati ad un reparto che segna poco ma che (non bisogna dimenticarlo) ha avuto molte occasioni nelle ultime gare.

La prima rete subita e la prima sconfitta stagionale non fanno certamente piacere ma siccome siamo qui per fare cronaca (prima ancora che per descrivere un punto di vista) è doveroso affermare come la squadra nerazzurra sia stata danneggiata pesantemente dall’arbitro Ciampi. Il fallo di Ficagna su Ardemagni lanciato a rete da Doni al 52′ doveva essere punito con un calcio piazzato ma soprattutto con il secondo giallo per il centrale di Conte (trattenuta per la maglia, comportamento antisportivo): cacciare Colantuono, che protesta a ragione, significa prendere un abbaglio tremendo.

Fabio Gennari

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