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Editoriali

Il burqa, ma chi l’ha visto?

Di Redazione16 settembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
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Ha fatto molto scalpore l’ultima dichiarazione dell’assessore alla Sicurezza Cristian Invernizzi, ripresa oggi da tutte le agenzie. Il segretario provinciale della Lega, se n’è uscito dicendo che Bergamo sta pensando di vietare il burqa. Si tratta di un antico cavallo di battaglia del Carroccio contro l’oscurantismo orrorifico di quell’abito medioevale riservato alle donne islamiche. Una presa di posizione condivisibile, se non fosse che a Bergamo, di burqa non se n’è mai visto uno.

E così, mentre la battaglia di civiltà è più che sensata nei paesi del Medioriente, dell’Africa e dell’Asia centrale, pare del tutto superflua nella città più clericale d’Italia. A meno che non si ipotizzi un dilagare dell’integralismo islamico a Santa Caterina, Rovetta o Capizzone nei prossimi anni: cosa che permetterebbe di far incetta di voti, ma che allo stato attuale pare verosimile quanto il catastrofico 2012.

Fra tutte le battaglie condivisibili della Lega questa, francamente, ci pare la meno seria. Semplicemente perché a Bergamo il problema non esiste. Punto. Non ci risulta, ma ci potremmo sbagliare, che l’abito vada di moda fra le sciantose del centro. Non l’abbiamo visto esposto nei negozi chic di via XX. L’articolo non incontra molto perché le bergamasche, in genere, tendono a scoprire più che coprire.

E anche la teoria del burqa preventivo – mica che domani… – ci pare risibile. Siccome crediamo che siano ben altre le attuali priorità del Paese e della città, siamo dell’opinione che il problema vada affrontato qualora si dovesse presentare. L’eccesso di prevenzione, secondo il nostro malizioso giudizio, pare del tutto strumentale ad indurre paure nella gente e racimolare consenso, evocando fantasmi e orrori medioevali di facile presa. Tanto valeva emettere un’ordinanza contro chi se ne va in giro in armatura teutonica e alabarda del XVI secolo: l’effetto e il numero di adepti sarebbe stato lo stesso.

In ogni caso, invitiamo i lettori a mandarci la foto di un burqa a Bergamo. Mettiamo in palio un premio per chi ci riesce. Premieremo anche il secondo classificato, se ci porterà un marziano coperto da una tuta spaziale. Verde.

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