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Editoriali

Tolleranza verso l’Islam? Cominciamo a non svendere il nostro credo

Di Redazione15 settembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
"Non disonorate la tomba di mio figlio", recita il cartello

"Non disonorate la tomba di mio figlio", recita il cartello

I fatti del Kashmir ci riportano agli occhi, con allarmante fragore, l’ennesimo episodio di odio contro i cristiani nel quale un pretesto qualsiasi ha rappresentato la chiave per quella che non è nemmeno una questione religiosa, ma una semplice, barbara azione di intolleranza. Intolleranza religiosa che è, al contempo, azione politica e violenza tribale.

Ci sentiamo ripetere in continuazione che lo spirito dell’Islam non è quello e che esiste anche un Islam moderato. Ma resta il fatto che l’Occidente e i cristiani sono sempre più indifesi da quella che nella nostra società occidentale il pensiero radical chic pretende di spacciare per tolleranza, ma che è semplice indifferenza accompagnata da una totale caduta dei valori e del senso.

Resta il fatto che nessuno ha mosso un dito per la tragedia di Gojra in Pakistan dove una famiglia cristiana è stata bruciata viva in casa sua da una folla di musulmani inferociti, sotto gli occhi della polizia che non ha mosso un dito, perché sembra che a un matrimonio cristiano un ritaglio di giornale con la parola “Allah” sia caduto per terra e calpestato per errore.

Resta il fatto che la comunità internazionale non sta facendo niente per l’abolizione della legge antiblasfemia che vige in Pakistan e continua a mietere vittime innocenti. O non si indigna davvero per le lapidazioni, il taglio della mano o le impiccagioni di massa in Iran. O per il fatto che se un occidentale prova a bere una birra in Arabia Saudita rischia il carcere. Mentre in Occidente ci viene detto che è sbagliato se una comunità si indigna per la realizzazione di una moschea vicino a Ground Zero.

La costruzione di una possibile libertà religiosa nel mondo passa attraverso un concetto essenziale che è quello della tolleranza. Tolleranza significa accettare l’altro per quel che è, ma anche, nel caso della moschea a Ground Zero, prendere atto che per milioni di occidentali quel luogo non è uno spazio fisico, ma un simbolo, e la caparbia insistenza a voler realizzare lì, e non a qualche isolato di distanza una moschea, è qualcosa che può offendere il sentire e la memoria di altri.

E’ qualcosa che ci si potrebbe sentire di chiedere per semplice buona educazione. Per lo stesso motivo per il quale sarebbe maleducato e intollerante servire delle costine di maiale arrosto se si hanno degli ospiti musulmani a cena, allo stesso modo, per educazione e tolleranza, credo che l’Occidente abbia il diritto di rivendicare con forza i propri valori e la propria sensibilità.

La libertà è un valore forte, che ha radici profonde nel cuore della cultura occidentale, per la quale i nostri antenati hanno combattuto e sono morti. E’ un valore che si fonda sulla tolleranza reciproca. Che, attenzione, non è indifferenza e tantomeno disponibilità a svendere il proprio credo e il proprio sentire. Solo così sarà possibile una convivenza tra Occidente e Islam. Guardandolo diritto negli occhi, in faccia per quello che è, con i suoi lati positivi e negativi. Ma senza sconti. Del resto come teorizzava già Kant nel 1795, “il diritto cosmopolitico deve essere limitato alle condizioni della ospitalità universale”.

Carlo Scotti-Foglieni

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