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Editoriali

Con Barreto e Carmona, l’Atalanta è mondiale

Di Redazione13 settembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gianpaolo Bellini

Gianpaolo Bellini

BERGAMO – A Pescara, dopo anni o addirittura per la prima volta, abbiamo visto un’Atalanta mondiale. Non mi riferisco alla prestazione, molto buona ma non così tanto da dipingerla con un simile aggettivo, ma alla presenza contemporanea in campo di due giocatori che hanno disputato il recente Campionato del Mondo.

Edgar Barreto e Carlos Carmona hanno difeso in Sudafrica i colori di Paraguay e Cile: da quanto tempo la squadra nerazzurra non aveva sul terreno di gioco due pedini di simile livello? E’ mai successo? Francamente, mi servirebbero alcune ricerche per trovare conferme ma lascio alla curiosità del lettore questa incombenza e mi concentro sull’ottima prestazione fornita a Pescara.

Primo tempo molto buono, ripresa attenta e per certi versi letale: la fotografia del match è più o meno questa, pur non avendo ancora ritmi eccellenti e quindi una pericolosità costante nella fase offensiva, l’Atalanta ha controllato il Pescara senza difficoltà e portando a casa il bottino pieno.

All’inizio della stagione si pensava al successo in queste prime quattro partite, con il senno di poi anche 8 punti possono risultare soddisfacenti soprattutto pensando alle avversarie: il Siena ha fatto lo stesso, tutte le altre concorrenti alla promozione stanno addirittura sotto.

Ci sono uomini, nella compagine di Colantuono, che non sono ancora al meglio. Inutile sottolinearne i nomi, soprattutto dopo un successo, ma è bene ricordare come questa volta l’allenatore di Anzio abbia distribuito bene sia le forze che le sue attenzioni.

I giocatori fin qui utilizzati sono 18, chi per qualche spezzone e chi invece per tutti i novanta minuti ma in generale tutti importanti alla causa. Pensate a Raimondi, Capelli, Basha, Barreto, Ruopolo, Doni e Ceravolo, all’infortunato Padoin e a tutti gli altri che oggi hanno i galloni del titolare: un gruppo folto ma ben sfruttato che dimostra come le scelte siano figlie del lavoro quotidiano e non di chissà quali convizioni dell’allenatore.

E’ normale sottolineare scelte sbagliate o posizioni difficili da comprendere quando Colantuono rivoluziona lo schieramento, è giusto esaltare le capacità di un condottiero che tiene la sua squadra sempre sul filo del rasoio.

Detto questo, ricordiamo gli zero gol subiti e la sensazione che in questa serieBwin l’Atalanta sia la squadra da battere: balbettano tutti, soffrono le corazzate e sorprendono le neopromosse. I nerazzurri sono a ridosso dei primi posti e si apprestano ad affrontare il Siena nella gara forse più difficile di questo inizio di stagione.

Chiudo parlando di Tiribocchi, unico giocatore a mio parere insostituibile dell’attacco orobico. A Pescara non ha impressionato, è vero, però ha fatto gol e sul piano della manovra riesce ad integrarsi senza difficoltà con Ruopolo, con Ardemagni, con Doni e pure con Ceravolo. Inoltre segna, due gol in quattro partite sono una bella media: diamogli tempo, se gli equlibri di squadra vengono rispettati non potrà che segnare ancora. Come ha sempre fatto.

Fabio Gennari

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