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Politica

Treviglio, terremoto nel Pdl: Fabbrucci passa con Fini

Di Redazione10 settembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La missiva di Fabbrucci che accusa il Pdl

La missiva di Fabbrucci che accusa il Pdl

TREVIGLIO — Acque agitate nel Popolo della Libertà. Dopo il botta e risposta dei giorni scorsi fra il vicecoordinatore provinciale Pietro Macconi e il parlamentare Mirko Tremaglia, stavolta il terreno della battaglia politica si sposta a Treviglio. Qui, il Pdl ha perso uno dei suoi “pezzi pregiati” a favore del Fli. Si tratta del giovane Giorgio Michelangelo Fabbrucci che ieri ha rassegnato le dimissioni dal Direttivo del Popolo della Libertà per fondare nella Bassa un circolo di Generazione Italia, associazione culturale vicina a Gianfranco Fini.

E’ una grave perdita per il Pdl bergamasco e in particolare per il gruppo “saffiottiano”. Fabrucci era divenuto celebre come consigliere comunale a Treviglio per la battaglia condotta insieme a Gianluca Pignatelli contro i progetti di speculazione edilizia denominati “Sai Triade”, la lottizzazione della zona ex Bianchi e la Tangenziale Ovest, durante l’amministrazione Zordan.

Fabbrucci ha militato in Forza Italia prima e poi nel Pdl, per 12 anni. Ora abbandona il Popolo della Libertà perché, dice, “si è sentito emarginato” nonostante oggi si trovi molto vicino al gruppo di maggioranza provinciale. Come spesso accade, l’abbandono è sulle ali della polemica. Il giovane non risparmia critiche feroci al suo ex partito: “La divisione tra fazioni disorganizzate e fluide che ho vissuto qualche hanno fa – scrive nel suo sito internet – si riproporrà anche nel futuro prossimo. Con altri protagonisti certo, con altri ruoli ma con i medesimi risultati: divisione, emarginazione, inefficacia”.

“La cattiva riuscita delle azioni del partito – continua Fabbrucci – non dipende purtroppo dalla volontà dei singoli o dai loro ruoli, ma piuttosto dal modo in cui é nato questo movimento e dal modo in cui viene gestito dal suo vertice. Il Popolo della Libertà é un movimento che ha fatto della cooptazione la regola, creando rapporti di dipendenza diretti (a volte di ricatto) tra la rappresentanza e le elite dirigenti, spogliando così la militanza ed i coordinamenti locali di qualsiasi ruolo di scelta”, accusa.

“La mia scelta – prosegue l’ex azzurro nella lunga e tagliente spiegazione dei motivi che l’hanno portato al passaggio a Generazione Italia – non é determinata da cambiamenti o ripensamenti concernenti la relazione di stima e affetto che mi lega al coordinatore cittadino del Pdl o a quello provinciale, piuttosto dal mio rapporto con il partito e con il suo leader. Non dipende affatto da ciò che accade a Bergamo, a Treviglio o a Milano. Nasce invece dalla presa d’atto di un partito che non cambierà ne oggi ne mai. Non posso quindi continuare il mio impegno in questo Popolo, perché non lo riconosco più come il mio; non mi sento più a casa e non ho più quell’entusiasmo e quella passione che son figli tanto della condivisione dei fini, quanto di quella dei metodi”.

Insomma una stroncatura in grande stile. La missiva di Fabbrucci sta provocando molti malumori a livello provinciale. La perdita di uno degli assi portanti della Bassa potrebbe creare una falla nel Pdl e alterare gli equilibri interni al partito, preparando la strada alla fuoriuscita di altri militanti. Certo è che Saffioti perde uno dei suoi uomini di punta laggiù. Uno di quelli che avevano portato consenso al suo mulino. Ora il timore è che altri lo seguano.

Leggi l’intera missiva di Fabbrucci

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