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Politica

Pdl, scontro su Tremaglia: Bettera lascia la conferenza stampa

Di Redazione7 settembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La sedia lasciata vuota da Bettera

La sedia lasciata vuota da Bettera

BERGAMO — All’improvviso Bettera si alza e abbandona il palchetto della conferenza stampa, dov’era seduto con gli altri ex An: “Sia scritto che mi dissocio dalla critica di mancanza di democrazia espressa da Maggioni contro Mirko Tremaglia, uno che per la destra bergamasca, l’Msi e An ha fatto tantissimo”. I camerati, come si diceva un tempo, cercando di fermarlo, di dissuaderlo. Ma il capogruppo del Pdl in Provincia tira dritto ed esce dall’aula. Il dissenso si manifesta in diretta, davanti agli esterrefatti giornalisti.

E’ una conferenza stampa carica di amarezza quella che il co-coordinatore del Pdl Pietro Macconi si è visto costretto a convocare dopo lo strappo politico di Fini e la posizione assunta dall’icona bergamasca Mirko Tremaglia. Ma meno male che il dissenso si può ancora esprimere e, di questi tempi, è già un bel segnale che la divergenza di vedute fra gli aennini non sia finita a male parole.

Quando la tensione si stempera, nella saletta di via Frizzoni, sede del Pdl, c’è il tempo per spiegare che il casus belli, la critica aspra espressa dal consigliere provinciale Maggioni al vecchio Mirko, era forse eccessiva ma, a suo dire, giustificata. “Ho detto semplicemente la verità – spiega Maggioni – ovvero che per anni Fini a livello nazionale e Tremaglia a Bergamo hanno ingessato il partito. I due rappresentano il vecchio della politica. Hanno gestito Alleanza Nazionale come una dittatura. Dentro il partito non c’era democrazia. Anche per ragioni caratteriali”.

Macconi cerca di gettare acqua sul fuoco. E chiamato in causa dai giornalisti, da abile politico qual è, improvvisa uno slalom fra le parole. “Tremaglia ha fatto una scelta sbagliata. Fatico a capire la sua posizione”. Ma la parola traditore, quella no, non la pronuncia mai. Anzi la riserva esclusivamente a Fini. “Il problema non è Tremaglia – rintuzza – questa conferenza è per marcare le distanze dal Fli”. Interviene De Canio: “Gli ex An non si riconoscono più in Tremaglia. A lui riconosciamo il merito di aver retto il partito in momenti difficili, quando andare in giro per strada significava rischiare la vita. Poi con il tempo Mirko ha smarrito il significato della sua presenza politica”. “Per questo ci riconoscevamo più nel figlio Marzio – aggiunge Macconi – la cui sintesi del pensiero politico aleggia anche in questa conferenza stampa”.

“Non capisco cosa leghi Tremaglia a Fini. Credo si tratti d’affetto umano, davanti alle quali nessuno può ovviamente dire nulla” chiosa elegantemente il pidiellino. “Fini ha frantumato il partito, portando la destra alla disintegrazione. La sua presenza era ingombrante e alla fine si è allontanato dal suo popolo” conclude De Canio. Come dire: al cuore si perdona, alle ambizioni personali no.

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