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Niente autopsia per la bimba annegata nel Lago d’Iseo

Di Redazione6 settembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il Lago d'Iseo

Il Lago d'Iseo

BERGAMO — Non sarà eseguita alcuna autopsia della bimba di otto anni morta dopo essere scivolata nel lago d’Iseo a Marone (Brescia). Con lei era deceduto il fratellino Abdoul di sei anni. La procura di Bergamo ha infatti respinto la richiesta che i medici dei Riuniti avevano formulato come atto dovuto, poiché in presenza di un decesso accidentale. Il magistrato ha già concesso il nullaosta alla sepoltura e il corpo della bimba è stato riconsegnato alla famiglia. La piccola sarà seppellita in Africa insieme al fratello.

Nessuno dei due fratellini originari del Burkina Faso che ieri sono caduti nelle acque del lago ce l’ha fatta. E i medici che hanno fatto il possibile per salvarli ora non si danno pace. Nella notte di sabato, anche Zenabo, 8 anni è morta agli Ospedali Riuniti di Bergamo, mentre ieri aveva cessato di battere il cuore di suo fratello Abocut, 6 anni. Non sono serviti, quindi, gli sforzi dei soccorritori del 118 di Brescia e Bergamo. Troppo gravi le lesioni cerebrali riportate in quei lunghissimi minuti d’asfissia dopo che i due piccoli erano scivolati in acqua mentre giocavano lungo uno scivolo per il rimessaggio delle barche. Inutili anche gli sforzi di chi aveva per primo soccorso i due bambini: una coppia di turisti tedeschi e un medico della zona.

Rimane il rammarico di chi per lavoro salva la vita degli altri e, in questa occasione, non ci è riuscito. “Ci siamo alzati in volo da Brescia alle 16,20 esatte – ha racconta all’Ansa Angela, il medico del 118 di Brescia che per primo è arrivato a Marone -. Ho tenuto d’occhio l’orologio per avere un’idea di quanto tempo i bambini sarebbero rimasti in arresto cardiaco. Alle 16,36 eravamo a Marone e l’elicottero e’ atterrato a pochi metri dal luogo della disgrazia”.

“Erano entrambi in arresto cardiaco – prosegue il medico – e io mi sono dedicata al più piccolo, mentre gli infermieri si sono occupati della bambina. Dopo 20 minuti il cuore del bambino è ripartito. E ho sentito anche il polso, cosa che mi ha dato un po’ di speranza. A quel punto c’era la certezza che sangue ossigenato stava circolando”. C’erano, pero’, anche i danni cerebrali che si sono verificati fatali nelle ore successive. I medici dell’ospedale di Bergamo hanno chiesto sia eseguita l’autopsia sul corpo della piccola.

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