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Editoriali

Atalanta, i due equivoci di Colantuono: non era meglio aspettare a cambiare?

Di Redazione6 settembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Stefano Colantuono (foto Mariani)

Stefano Colantuono (foto Mariani)

BERGAMO – Questa volta, non mi ha convinto. Per nulla. In sala stampa, subito dopo lo 0-0 con il Frosinone, sono passati in quattro: Colantuono, Carmona, Doni e Percassi. Le loro dichiarazioni le avete lette, tutti più o meno hanno convenuto che si poteva vincere. Gli avversari hanno fatto poco, le occasioni ci sono state ed è mancato un soffio per centrare il successo.

Vero. Verissimo. Il Frosinone non ha mai cercato di fare gioco, all’Atalanta sono capitate almeno 5 nitide palle gol: la punizione di Doni nel primo tempo, il palo di Tiribocchi prima dello scadere, la girata del capitano alla ripresa del gioco, il destro di Ceravolo sventato in angolo dal portiere avversario e un sinistro sempre del numero 70 respinto di piede. Aggiungiamo anche l’occasione che lo stesso giovane di Locri ha vanificato ostacolando Raimondi. Siamo a quota sei.

Detto questo, terminata la conta delle palle-gol, provo a spiegare perché il tecnico di Anzio, questa volta, non mi ha convinto. Per nulla.

Nell’undici iniziale, Carmona ha preso il posto di Basha e Ruopolo quello di Ardemagni. Niente da dire: li vede ogni giorno, li “sente” molto più di coloro che come noi stanno all’esterno del centro Bortolotti di Zingonia e sicuramente avrà avuto le sue motivazioni. La prestazione dei due innesti, tra l’altro, è stata positiva.

Lo scippo dell’Under 21 ha liberato poi un posto sulla fascia: senza Bonaventura, la scelta è caduta su Doni. Ecco il primo equivoco che non mi spiego. Al Comunale, tutti si aspettavano un Frosinone arroccato a difesa della propria porta. Come è successo. Una squadra ciociara con i terzini bloccati. Come è successo. In simili situazioni, non è meglio puntare ad allargare il gioco per dare respiro alle punte e agli inserimenti dei centrocampisti?

Con Doni a sinistra, Pettinari deve spostarsi sull’altra fascia e perde metà del suo potenziale. Si cercavano i tagli verso il centro per arrivare alla conclusione? L’ex Cittadella ci ha provato alcune volte ma quando andava bene erano in tre a contrastarlo. Troppo prevedibile. Il capitano non l’ha mai fatto, è stato bravo a muoversi tra le linee ma spesso il traffico era intenso: Di Tacchio e Bottone, mastini ciociari, hanno randellato ogni cosa che arrivava a tiro ed era impossibile passare indenni dalle zone centrali.

Regalare una maggiore densità in una zona già ben presidiata significa agevolare il compito di chi si difende: maggior controllo degli avversari con minor impegno di uomini nella stessa zona di campo.

Tra l’altro, se cerchi il taglio interno del centrocampista laterale servirebbe la sovrapposizione costante dei terzini per creare superiorità. Bellini e Raimondi l’hanno fatto, la condizione però non è ancora al massimo e senza brillantezza rischi di arrivare sul fondo per poi mettere al centro palloni sporchi.

Questo approccio si è rivelato difficoltoso da subito, l’unica manovra degna di nota è arrivata al 41’ grazie a Ruopolo che è uscito quasi a centrocampo portando fuori il diretto avversario e creando superiorità facendo sponda con Doni: Tiribocchi si è inserito e l’occasioni è finita sul palo.

Secondo tempo, dopo Talamonti per Capelli è pronto Ceravolo. Tutti pensano a Doni, non perché giochi male ma perché non può reggere fino alla fine. Esce lui? Macchè, fuori Tiribocchi. Ecco il secondo equivoco. Perché, con Ardemagni in panchina e un cambio già bruciato, rinunciare al miglior realizzatore della passata stagione con ancora mezz’ora sul cronometro? In quel momento, dopo un’ora di corse, era impensabile mettere Basha o Defendi al posto di Doni?

Visto che Ceravolo è considerato una seconda punta (ma in precampionato ha giocato esterno e quindi si poteva anche rischiare), Padoin poteva scalare a destra lasciando l’interdizione all’unico ex della partita, Basha. Oppure, con Defendi a destra, Pettinari sarebbe tornato a furoreggiare dalla parte opposta. Magari mettendo palloni interessanti per Ruopolo e Tiribocchi. Forse per Ardemagni, successivamente entrato.

Invece no. Con Doni quasi fermo, negli ultimi dieci minuti sono dovuti andare Ceravolo ed il ragazzo ex Cittadella a cercare l’uno contro uno sulle fasce. Senza troppa fortuna.

Questa squadra è più forte delle altre, probabilmente creerà sempre occasioni da rete: in certe situazioni però, le scelte del mister possono risultare determinanti. Nel bene o nel male.

Ultima annotazione, di carattere ambientale. Non so come si può affrontare, dubito di conoscere la ricetta per risolvere una simile situazione: 19.000 persone allo stadio senza uno straccio di coordinamento canoro non danno il necessario appoggio alla squadra e si sentono meno, molto meno, dei 500 presenti a Varese solo sette giorni prima. Per il bene dell’Atalanta, è impossibile trovare una soluzione?

Fabio Gennari

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