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Voto al mercato della Dea? Anche 7,5

Di Redazione2 settembre 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Zamagna, Corti e Spagnolo

Zamagna, Corti e Spagnolo

BERGAMO – Un voto al mercato dell’Atalanta? Più di 7, quasi 7,5. Non siamo a scuola, non ci sono medie da calcolare o pagelline da portare alla mamma per vederla felice. No. Siamo prossimi ad un campo di calcio, il tema è la rosa nerazzurra e la discriminante sono i giocatori. Quelli in carne ed ossa, non le figurine.

Siccome il calciomercato è appena finito, togliersi la soddisfazione di dare una valutazione, anche numerica, alla Dea 2010-2011 non è solo un esercizio di giudizio ma anche un divertimento. E allora, divertiamoci.

PORTIERI 6 – Esce Nando Coppola, entra Giorgio Frezzolini. Risultato? Andrea Consigli torna ad essere l’indiscusso titolare della porta atalantina. Niente di strano, fino a pochi mesi prima dell’ultima infausta retrocessione targata Ruggeri, il ragazzo del vivaio era uno su cui puntare ad occhi chiusi.

Colantuono, insieme al preparatore dei portieri Coccia che già allenò Consigli alla Sambenedettese, ha scelto lui e nella prima giornata sono arrivate anche ottime risposte dal campo. Non sarà tutto facile, qualche difetto c’è ma fiducia e lavoro quotidiano faranno del bene: i consigli di Frezzolini, poi, non possono che aiutare a gestire al meglio pressioni e momenti difficili.

DIFESA 6,5 – Qui gli acquisti veri sono state le conferme. Manfredini e Bellini, tanto per fare due nomi, hanno avuto quanto richiesto e anche se è uscito Garics (non particolarmente apprezzato da Colantuono) è arrivato un soldatino fidato come Raimondi. Ci sono quasi due giocatori per ruolo, se proprio vogliamo essere puntigliosi manca una riserva sulla fascia destra ma considerando la duttilità (Capelli e Peluso) e le possibilità di crescita (Troest) si può tranquillamente promuovere tutto il reparto. Tra l’altro, finora imbattuto nei primi 180 minuti.

CENTROCAMPO 7 – Sono usciti Guarente, Valdes e Radovanovic e sono entrati Pettinari Basha, Carmona e Dalla Bona. Più Bonaventura. Più Defendi. Più Barreto. Il saldo è positivo, sarà il campo a dire se tutto è stato fatto per bene ma la conferma di Padoin e Ferreira Pinto (presto disponibile) è importante pensando all’obiettivo finale.

Con una simile batteria di centrali, si può giocare il classico 4-4-2 ma anche azzardare un centrocampo a 3 che liberi un uomo alle spalle delle due punte: deciderà il mister, la sensazione è che non ci sia grandissima qualità ma il tempo dei registi classici è passato, oggi servono polmoni, corsa e buona tecnica. Per la serie B basta e avanza, in prospettiva forse no ma lasciamo parlare il campo.

ATTACCO 8 – Ardemagni (22 gol in B) e Tiribocchi (11 gol in A) non hanno bisogno di presentazioni. Se aggiungete Ruopolo, torello indemoniato che non molla mai, Doni e Amoruso si capisce come dalla cintola in su non ci siano eguali in tutto il torneo cadetto. La chiave di volta è la manovra, essa dovrà mettere la squadra in condizione di segnare ma ci vuole tempo e probabilmente non servono nemmeno manovre articolate: questi sono nati per segnare, vuoi che se ne dimentichino proprio ora?

ALLENATORE 6,5 – Considerando tempi e modi (rapidi) della discesa in campo di Percassi, era il migliore a disposizione. Conosce la categoria, forse le sue squadre non incantano come il Barcellona dei tempi buoni ma pragmatismo e soprattutto cinismo sono garantiti. Per la A servono punti, lui in due anni, con una rosa inferiore, ne ha totalizzati 131 di cui 81 solo in B: campionato stravinto da un autentico carrarmato. Si ripeta, mister Colantuono: a Bergamo basta questo.

SOCIETA’ 9 – Sarà che eravamo abituati male, sarà che si è passati dal reparto grandi offerte quasi scadute al banco fresco dove si scelgono i prodotti migliori. Sarà che quello che tocca Percassi sembra oro che luccica. Sarà quello che volete: Spagnolo, Zamagna e Corti hanno fatto qualcosa si sensazionale.

Cessioni sì, ma senza indebolimento. Alternative di livello, giovani emergenti e anche investimenti sul futuro (leggasi Schelotto): il bilancio è in attivo, circa 11 milioni spesi per gli acquisti a fronte di introiti derivanti dalle cessioni che si aggirano sui 15 milioni (12 se Lazzari rientra nel bilancio chiuso a giugno). Ingaggi e premi a parte, manovre da urlo: chapeau.

Fabio Gennari

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