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Dieta scorretta, allarme iperattività

Di Redazione30 agosto 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Dieta scorretta

Dieta scorretta

Cibi grassi, fast food, poca frutta e verdura potrebbero essere collegati a doppio nodo con la sindrome da deficit di attenzione e iperattività, anche nota con la sigla Adhd.

A dirlo uno studio del Telethon Institute for Child Health Research di Perth, in Australia, che ha confrontato su un campione di 1.800 ragazzi le loro preferenze in fatto di alimentazione, dividendoli in due consumatori-tipo, “sani” e “modello occidentale”.

Monitorati 115 adolescenti, 91 ragazzi e 24 ragazze, a cui all’ età di 14 anni è stata diagnostica l’ ADHD. I ricercatori si sono accorti che i loro pasti erano fatti in prevalenza di pietanze grasse, fritture, cibi da asporto, insaccati, carni rosse e latticini.

Gli scienziati spiegano sulla rivista “Journal of Attention Disorders” che in base ai dati il loro possesso una dieta scorretta “è associata a un rischio più che doppio di una diagnosi di AHDH” e in attesa di ulteriori ricerche suggeriscono di ridurre il consumo di grassi saturi e sale, aumentando il consumo di alimenti con acidi grassi omega3, come pesce e olio d’ oliva, oltre a frutta e verdura di stagione.

I ricercatori australiani del Telethon Institute for Child Health Research di Perth che hanno ipotizzato il legame tra la ‘dieta-spazzatura’, dei teen-ager occidentali e la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), che colpisce il 5 per cento della popolazione in età pediatrica, spiegano che il rapporto causa-effetto tra alimentazione e patologia deve ancora essere approfondito.

Wendy Oddy- una delle autrici- ha affermato che forse “il modello alimentare occidentale non fornisce abbastanza micronutrienti essenziali necessari per le funzioni cerebrali, in particolare per l’ attenzione e la concentrazione. Una dieta occidentale potrebbe contenere più colori, sapori e additivi che sono stati associati ad un aumento dei sintomi dell’ ADHD”. Al contrario, per Oddy, la stessa patologia potrebbe condurre “a cattive scelte alimentari come snack quando si ha fame”.

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