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Editoriali

Porta inviolata e condizione da affinare: diamo tempo a questa Atalanta

Di Redazione29 agosto 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gianpaolo Bellini

Gianpaolo Bellini

BERGAMO – Premessa: mi avessero detto che l’Atalanta sarebbe tornata da Varese con un punto solo, avrei storto il naso. Pensavo ad una gara ostica, dal primo tempo sofferto ma con un crescente guadagno di metri sul campo fino al colpo del ko. Non è stato così, ma di motivi per essere soddisfatti dello 0-0 centrato al Franco Ossola di Varese ce ne sono. Eccome se ce ne sono.

Partiamo dagli avversari. I biancorossi allenati da Sannino, oggi, corrono di più e meglio rispetto ai nerazzurri. Si sapeva, si pensava, si è visto. Nettamente. Nonostante questo, la truppa di Colantuono dietro ha saputo resistere bene concedendo soltanto un paio di occasioni agli avversari (una sugli sviluppi di un corner che ha liberato Carrozza in mezza rovesciata a due passi dalla porta, una a Cellini dopo un malinteso Peluso-Capelli) e niente di più.

Bisogna dire, senza troppe remore, che se i varesini fossero stati più decisi e risoluti, probabilmente staremmo a raccontare un risultato diverso. Tant’è, atteniamoci al risultato e continuiamo l’analisi.

Dicevamo della difesa. Senza Manfredini (il problema all’anca ha costretto al forfait in mattinata, per lui solo tribuna) si sono sistemati in un colpo solo tre tasselli: Raimondi a destra (migliore in campo per l’Atalanta), Bellini a sinistra e Peluso al centro, il posto dove si esprime meglio. Se consideriamo anche Capelli e Consigli, è giusto affermare che l’Atalanta ha tenuto bene senza rischiare mai più del lecito.

Certo, sentire queste cose quando l’avversario è una neopromossa e tu sei l’ammazza-campionato non può esaltare i tifosi ma siamo in serie b, mica sulla luna: ci vuole tempo per andare in fuga, intanto dietro non passa nulla e davanti qualcosa succederà sempre. Garantito.

Il forte vento, per chi era ai piedi del Sacro Monte, non è una scusa del mister ma una brutta realtà. Il Varese nella ripresa l’aveva a favore, eppure in almeno quattro circostanze la misura del passaggio è stata sbagliata quando si poteva costruire facilmente: stesso discorso per l’Atalanta, magari con meno frequenza.

La partita non è stata bella, di azioni degne di questo nome se ne sono viste poche quindi chi afferma che la squadra di Sannino ha messo sotto la Dea, dice il falso: qualche pericolo c’è stato ma per me, la prestazione di Consigli, rimane senza voto visto che di parate decisive, uscite tempestive e salvataggi disperati non ne ho visti.

Passiamo a centrocampo e attacco. Manovra assente, ecco la verità. Vuoi per il vento, vuoi per la condizione degli avversari, vuoi per la partita molto intensa giocata dai difensori di casa. Tante interpretazioni, un’unica conclusione: se nel motore di una Ferrari non ci metti la benzina, fa lo stesso servizio della bianchina di Fantozzi.

Scorrimento lento, iniziative sporadiche e mancanza di rifornimenti alle punte: bastano queste indicazioni per dipingere quanto si è visto nei novanta minuti di Varese. Contro il Frosinone qualcosa cambierà di certo visto che Bonaventura è via con la Nazionale under 21: vedremo Ceravolo? Ci saranno Carmona o Barreto al centro con Padoin esterno?

E’ presto per capire, nei prossimi giorni Colantuono farà le sue prove ma è indubbio che la difficoltà più grande, da qui al 29 maggio, sarà scegliere bene facendo sentire tutti importanti e utili alla causa. Defendi è finito due volte in tribuna, Ceravolo ha messo assieme quasi 90’ minuti di riscaldamento in due partite senza dimenticare Doni, Ruopolo e il recuperato Talamonti.

Ultimo dato, ma non meno importante, è quello riguardante il dettaglio statistico che conferma come oggi, l’Atalanta, sia la miglior squadra della serie B. Motivo? Eccolo. Per centrare l’obiettivo serve segnare tanto ma soprattutto subire poco. Pochissimo, quasi niente. Avete visto la classifica? I nerazzurri sono l’unica compagine che alla voce gol subiti può vantare uno bello zero. Nonostante i problemi sulle palle inattive. Nonostante i meccanismi siano ancora da oliare. Punti, non spettacolo: benvenuti in serie B.

Fabio Gennari

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