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Editoriali

Attenzione, Atalanta: con la testa a posto si può andare lontano

Di Redazione22 agosto 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il gruppo nerazzurro

Il gruppo nerazzurro

BERGAMO – Lo pensavo già prima che la gara contro il Vicenza desse fuoco alle polveri nerazzurre, dopo il 2-0 maturato in anticipo sul terreno del Comunale ne sono ancora più convinto: il ritorno dell’Atalanta in serie A dipende principalmente dalla testa dei giocatori.

Il gruppo non si discute, la caratura tecnica degli uomini a disposizione di Colantuono è indubbia ma ripercorrendo con la mente la sfida ai biancorossi, ci sono alcuni segnali che risultano determinanti.

Il tecnico di Anzio, a bocce ferme, ripensava alla buona prestazione esaltando il concetto di attenzione. “Non la puoi allenare, devi solo stimolarla”. Queste le parole dell’allenatore orobico davanti ai taccuini, difficile non essere d’accordo analizzando le occasioni sventate dal portentoso Consigli.

Baclet e Abbruscato, mica Ibrahimovic e Messi, hanno trasformato il brutto anatroccolo che convinceva poco in un cigno da ammirare: le occasioni che hanno potuto sfruttare, però, sono figlie di amnesie difensive troppo gravi per essere vere e di palloni persi a centrocampo che, normalmente, non si concedono.

Per mantenere le distanze ci vuole attenzione, per controllare gli avversari ci vuole attenzione, per impostare scegliendo la via più sicura ci vuole attenzione: sarò stato ripetitivo ma non vedo altre strade per spiegare simili circostanze.

Sul piano tecnico – tattico, detto che questa squadra in avanti sembra davvero poter disporre di soluzioni di primissimo piano rispetto alle concorrenti, viene da dire che nelle prossime partite si dovranno registrare alcuni meccanismi difensivi.

Se Colantuono vuole gli esterni alti, in fase di attacco l’Atalanta schiera un 4-2-4, è necessario che i due centrali di centrocampo siano molto veloci in costruzione e che i terzini appoggino l’azione nel momento in cui la punta viene incontro. Pettinari e Bonaventura si sono mossi bene, Basha e Padoin solo a tratti sono riusciti a garantire appoggio ai due centravanti ed anche se contro squadre di basso lignaggio sarà sufficiente per portare a casa i tre punti, bisogna fare di più.

Spostando l’attenzione sull’appoggio dei terzini, tocchiamo l’altro tasto dolente delle ultime settimane, uno degli equivoci che è necessario risolvere. Bellini si è procurato un rigore ma sulla destra continua ad apparire adattato. Movimenti, diagonali, appoggi sono invertiti rispetto alle abitudini e la domanda è semplice: la soluzione con Peluso a sinistra e Raimondi in panchina è solo un tampone provvisorio? L’ex livornese offre ampie garanzie, da parecchie stagioni gioca oltre 30 partite l’anno ed è stato preso al posto di Garics quindi rimane da capire quando arriverà il suo momento.

In attesa di Barreto e di capire come migliorare la difesa sulle palle inattive, sono arrivati i primi tre punti davanti ad un pubblico entusiasmante. Gli abbonamenti volano, se tutti i nuovi tesserati saranno capaci di farsi trascinare dalla Curva Pisani a Bergamo diventerà impossibile per tutti uscire con una vittoria a prescindere dal fatto che ti chiami Sassuolo (sontuoso 4-0 a Livorno), Siena o Torino.

Fabio Gennari

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