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Poesie

“Taedium vitae” di Oscar Wilde

Di Redazione2 agosto 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Trafiggere la mia giovinezza con pugnali disperati, portare
La chiassosa livrea di questa età meschina,
Lasciare che ogni mano vile saccheggi il mio tesoro,
Immischiare la mia anima ai capelli di una donna,
E non essere che il lacchè della fortuna, lo giuro,
Io non lo amo! Queste cose sono meno per me,
Meno della lanugine di cardi sull’aria estiva
Che non ha seme: meglio stare in disparte
Lontano da questi calunniosi sciocchi che beffano la mia vita
Senza conoscermi, meglio il tetto più vile
Adatto a ospitare il più umile veltro,
Che tornare a quella rauca grotta di conflitti
Dove la mia bianca anima per la prima volta baciò la bocca del peccato.

“Anche la notte ti somiglia” di Cesare Pavese

rray-lovers-night-1712Anche la notte ti somiglia, la notte remota che piange muta, dentro il cuore profondo, e le stelle ...

“Ode” di Alessandro Manzoni

manzQual su le Cinzie cime Alta sovrasta a le minori Oreadi Col volto, e col sublime D'auree frecce ...