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Politica

Berlusconi-Fini: è rottura. Il premier: il presidente della Camera si dimetta

Di Redazione30 luglio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
E' rottura fra Berlusconi e Fini

E' rottura fra Berlusconi e Fini

ROMA — Manca l’espulsione o il deferimento ai probiviri di Gianfranco Fini, ma la rottura tra i due fondatori del Pdl è definitivamente sancita dall’ufficio di presidenza del Pdl. Nel documento redatto ieri sera vengono deferiti ai probiviri tre deputati finiani: Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Fabio Granata.

Le parole di Berlusconi sono state pesantissime. “Viene meno la fiducia nel ruolo di garanzia del presidente della Camera. Non è mai successo che la terza carica dello Stato assumesse un ruolo politico facendo una vera e propria opposizione, critiche in sintonia con la sinistra e con una struttura organizzativa sul territorio. Abbiamo tutti ritenuto che il Pdl non potesse pagare il prezzo troppo alto di mostrarsi un partito diviso”, ha detto il premier.

“Si è presentato un dissenso da parte di Fini e degli uomini a lui vicini nei confronti del governo, della maggioranza e del presidente del Consiglio. Io non ho mai risposto, anzi ho sempre smentito i virgolettati che mi hanno attribuito. Abbiamo tenuto un comportamento responsabile, visto il momento di crisi che viviamo”, ha proseguito il Cavaliere. “Abbiamo provato in tutti i modi a ricucire con Fini, ma non è stato possibile. Non sono più disposto ad accettare il dissenso, un vero partito nel partito”.

Il documento votato a maggioranza (33 a 3) sostiene che “l’unico breve periodo in cui Fini ha rivendicato nei fatti un ruolo superpartes è stato durante la campagna elettorale per le regionali al fine di giustificare l’assenza di un suo sostegno ai candidati del Pdl”. “Le posizioni di Fini – conclude il documento – si sono manifestate non come un legittimo dissenso, bensì come uno stillicidio di distinguo o contrarietà nei confronti del programma di governo come una critica demolitoria alle decisioni prese dal partito”.

Da qui alla richiesta di dimissioni il passo è breve. Ma Fini non ha nessuna intenzione di dimettersi: “La presidenza della Camera non è nella disponibilità del presidente del Consiglio. Io non mi dimetto” ha risposto seccamente al premier.

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