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Politica

Saffioti e Pagnoncelli imbattibili. A briscola

Di Redazione28 luglio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Carlo Saffioti e Marco Pagnoncelli

Carlo Saffioti e Marco Pagnoncelli

GHISALBA — La partita, nel vero senso della parola, stavolta l’hanno giocata a carte. E non si è trattato di un poker, dove i bluff contano quanto l’abilità delle mosse, ma di una briscola, tutta calcolo e memoria. Lontano Formigoni, vicino il temporale, Carlo Saffioti e Marco Pagnoncelli – al tempo coordinatore provinciale del Pdl il primo e di Forza Italia il secondo -, hanno deciso per una volta di far coppia. E’ accaduto venerdì sera alla Festa del Popolo della Libertà di Ghisalba. Qui, complice la pioggia battente, hanno improvvisato una sfida all’ultimo asso con un’altra coppia del Pdl bergamasco: quella formata dal consigliere provinciale Alessandro Sorte e dal “socio” Felice Sonzogni.

Diciamo subito che per Sorte e Sonzogni è stata una Caporetto: giocare a briscola contro Saffioti e Pagnoncelli è come sfidare a scacchi Deep Blue. Se poi ci mettiamo anche una buona dose di lato B… Tuttavia, assicura chi l’ha vista, si è trattato di una sfida memorabile: i maligni dicono la cosa più bella della festa.

Cattiverie a parte, l’inossidabile coppia ha fatto subito vedere di che pasta era fatta. E mentre il povero Sorte si affidava alla “Dea Bendata”, dal momento che gli mancavano carichi e re, Pagnoncelli e Saffioti – con un’intesa mai vista, giurano i testimoni – calavano briscole come confetti. Il povero Sonzogni cercava una strenua difesa, ma niente. Patapumf: dodici a uno. Patapumf: ancora briscola. Fu così che Sorte, decise di cambiare il compagno. Risultato: altro 12 a uno per Saffioti e Pagnoncelli. Insomma, una serata decisamente storta per l’organizzatore della festa che in compenso si è consolato con la riuscita della manifestazione.

Sì perché nei giorni successivi, sabato e domenica, è  andata decisamente meglio. Abbandonate le carte e tornato il sereno, la festa si è animata fino a toccare le 700 presenze al giorno ed è finita addirittura con i fuochi d’artificio. Nel mezzo ci sono stati gli interventi politici, abbastanza rapidi, di Saffioti e Macconi. Capetti portava i saluti del presidente della Provincia Pirovano, mentre il consigliere regionale Raimondi s’inerpicava sui tragici fatti di Duisburg, facendo venire il blocco allo stomaco a quelli seduti a mangiare ai tavoli. Là, fra i presenti, c’era una buona parte del Pdl provinciale, i parlamentari bergamaschi, amministratori e consiglieri, “saffiottiani” e non, pidiellini di Curno, Romano di Lombardia, Treviglio. Ad un certo punto è spuntata anche una vecchia conoscenza del centrodestra bergamasco: Gianantonio Arnoldi, primo fondatore di Forza Italia a Bergamo, poi migrato all’Udc e in questo momento alla finestra, a guardare quel che accade nella politica. Molti i sorrisi, qualcuno sforzato, al deputato di Capriate. E poi tante pacche sulle spalle, sintomo che il seguito di un tempo non è ancora scemato, tanto che alla fine il tavolo di Arnoldi risulterà il più affollato della festa.

In politica conta chi c’è ma anche chi non c’è. E se nei giorni precedenti alla festa erano arrivati il sindaco Tentorio e i parlamentari Gallone e Fontana, questi ultimi quasi rimorchiati da una chiatta per la pioggia battente, le assenze sono state sonore. Mancato Formigoni, Pagnoncelli e i suoi non si sono visti il sabato e la domenica. Che non volessero concedere la rivincita?

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