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Economia

Regione: ecco quanto costeranno i tagli di Tremonti

Di Redazione23 luglio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il Pirellone, sede della Regione Lombardia

Il Pirellone, sede della Regione Lombardia

MILANO — “Per la Lombardia la manovra del Governo così com’è significa una mannaia che taglia 2,3 miliardi nel biennio, cioè il 37 per cento (1,1 miliardi nel 2011 e 1,2 nel 2012) dei trasferimenti statali”. Lo ha spiegato ieri pomeriggio ai giornalisti il presidente della Regione Roberto Formigoni.

“Nella manovra sta scritto che i trasferimenti dallo Stato alla Regione Lombardia passeranno da 4,5 miliardi a 3,8. E’ già un taglio esplicitamente dichiarato di 700 milioni all’anno, pari al 20,88%. Ma non è finita qui. Per precedenti accordi, dal 2011 sono previsti altri trasferimenti di competenze alla Lombardia, che costano 400 milioni all’anno. Non se ne parla nella finanziaria: ma evidentemente vanno conteggiati. Così come si deve tener conto di vincoli dovute a obbligazioni giuridiche pluriennali (es. contratti)”.

Ed ecco che si arriva al 37% di tagli. Che toccheranno inevitabilmente le politiche di sostegno all’impresa, alle famiglie, agli anziani, il trasporto pubblico, l’ambiente, la formazione professionale.

Da qui le due linee di azione che il presidente Formigoni (che ieri ha presentato in Giunta sulla materia una Informativa di concerto con il vicepresidente Andrea Gibelli) intende svolgere nell’immediato: “Negoziazione con il Governo e ulteriore sforzo di miglioria dei conti”.
Il negoziato, per il presidente lombardo, deve partire dalla presa d’atto che per i cittadini la manovra, così com’è, è insostenibile e che il totale dei sacrifici va ridotto, provvedendo a una nuova e più equa ripartizione dei tagli tra le varie componenti istituzionali, lasciando invariato il saldo complessivo. Insomma per la Lombardia “si ricomincia da -37% per arrivare a un taglio meno draconiano”.

Quanto all’ulteriore miglioramento dei conti, Formigoni ha detto che “cercheremo di inventarci qualcosa di decisamente nuovo e originale, per fare un ulteriore passo nella direzione, già percorsa in questi anni, di razionalizzare la macchina amministrativa, portandola al top dell’economicità e dell’efficienza”.

Il presidente ha anche detto di essere convinto della opportunità che in un momento di crisi come questo i politici diano il buon esempio riducendosi lo stipendio e di attendersi dal Consiglio regionale (cui spetta prioritariamente questa materia) decisioni in questa direzione.
E proprio oggi, ha ricordato Formigoni, la Commissione consiliare ha dato il via libera al progetto di legge della Giunta (precedente alla manovra del Governo) di accorpamento di due enti, Iref e Irer, in uno solo, con risparmi considerevoli di costi.

In ogni caso si tratterà di gestire “al meglio” le ricadute della manovra del Governo. In questo senso Formigoni auspica un nuovo patto tra Governo e Regioni successivo all’approvazione della manovra economica.

“Una volta approvata la manovra e mandato così un segnale positivo ai mercati – ha detto Formigoni – le Regioni e il Governo potranno scrivere un nuovo patto, come hanno fatto già altre volte con il patto di stabilità, il patto per la salute, ecc. Basta averne la volontà e metterci un po’ di fantasia”.

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