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Valbrembana

Zogno: senza la variante rischio ko per il rilancio della Valle

Di Redazione22 luglio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il progetto del Gruppo Percassi realizzato da Dominique Perrault

Il progetto del Gruppo Percassi realizzato da Dominique Perrault

ZOGNO — L’obiettivo è quello di salvare un’opera fondamentale per la Valle Brembana e l’intera provincia di Bergamo. Nei giorni scorsi sono filtrate notizie circa il possibile rinvio della cosiddetta “Variante di Zogno” – che dovrebbe tagliare fuori il paese dal traffico automobilistico, consentendo ai veicoli di raggiungere più agevolmente la parte media e alta dalla valle – a causa dei tagli ai trasferimenti statali decisi dalla manovra finanziaria.

Per fare chiarezza sulle notizie, che hanno gettato nel panico politici e amministratori, è intervenuto il presidente della Provincia Ettore Pirovano che ha spiegato che l’opera è già in gran parte finanziata. Sono pronti 61 milioni di euro, di cui circa una decina arrivano dalla Provincia, oltre 24 milioni dalla Regione Lombardia, altri 9,8 sempre dalla Regione come fondi Fas, altri 7,7 sempre dal Pirellone in altre forme. Restano infine 10 milioni che la Regione metterebbe come trasferimento statale. Ed è proprio su questi ultimi che si è scatenata la polemica politica. Con il centrosinistra che teme che quei soldi non arriveranno mai, dal momento che sono stati tagliati dalla manovra.

Od onor del vero, allo stato attuale non è detto che i 10 milioni vengano davvero tagliati. In secondo luogo, come ha spiegato il presidente della Provincia, il costo dell’opera potrebbe subire una diminuzione per gli effetti dei ribassi di gara. Insomma, contrariamente alle sirene che già intonavano il de profundis, l’infrastruttura alla fine si farà lo stesso.

Sì perché, badate bene, non si tratta di una semplice variante stradale ma di uno snodo fondamentale per la sopravvivenza di una fetta importante dell’economia bergamasca. L’infrastruttura è necessaria, anzi indispensabile, perché permetterebbe il rilancio turistico e imprenditoriale di una delle zone in questo momento più penalizzate della provincia.

Un'altra simulazione delle Terme di Percassi

Un'altra simulazione delle Terme di Percassi

A fare da volano a questo rilancio dovrebbe essere il centro termale di San Pellegrino, “il più bello del mondo” che l’imprenditore seriano Antonio Percassi ha progettato nella località turistica della Valbrembana. Un centro termale di grande richiamo che nelle intenzioni porterà nella valle notevoli benefici in termini di economia e posti di lavoro.

Quella del Gruppo Percassi, stando al progetto presentato, sarà un’operazione imponente che darà nuova vita e risorse all’intera Valle Brembana. L’intervento punta a riportare San Pellegrino Terme ai fasti dell’epoca Liberty, facendo dell’intera area, dei suoi monumenti storici e di nuovi e raffinati servizi, punti d’attrazione per il turismo internazionale. Si potrà scegliere tra hotel a cinque stelle dotati di centro termale o residence con servizio alberghiero. In questo modo, la cittadina termale riconquisterà nuova verve anche attraverso strutture che ospiteranno congressi ed eventi aziendali.

Senza la variante, è evidente, il progetto rischia di affondare. L’imprenditore bergamasco subirebbe un danno difficilmente valutabile ma probabilmente letale per la sua iniziativa, semplicemente perché l’attuale budello di Zogno non consente ai turisti di giungere a San Pellegrino con la comodità e la tempistica richiesta a un’infrastruttura del terzo millennio. L’occasione mancata avrebbe ricadute negative anche sulla valle e il rilancio, in tutta probabilità, si allontanerebbe definitivamente. E’ questa la vera partita che la politica bergamasca ora deve saper giocare al tavolo della Regione.

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