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Bergamo

E al Museo Caffi si pasteggia con gli insetti

Di Redazione21 luglio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un dessert di insetti

Un dessert di insetti

CITTA’ ALTA — “Insetti che bontà”. Già il titolo della manifestazione, che è andata in scena nei giorni scorsi, dice tutto. Non si tratta di uno scherzo di un ristorante di infima categoria ma di una specie di sagra a tema che si è tenuta al museo Caffi di Bergamo Alta e ha cercato di dimostrare che, mescolati ai sapori nostrani, anche coleotteri, cavallette e grilli non sono così male.

Primo approccio a parte, questo stile alimentare ben preciso ha un nome scientifico: entomofagia, che significa appunto “cibarsi di insetti”. Non è molto diffusa nelle culture occidentali, neppure nella cucina etnica. Il Museo civico di scienze naturali “Caffi” ha cercato di farla conoscere, dal momento che sono 37mila le specie d’insetti in Italia, gran parte della quali commestibile.

Gli chef si sono sbizzarriti. La scorsa estate, la precedente edizione della manifestazione aveva avuto come tema le degustazioni insetti-vino, sotto l’emblematico titolo di “Bacco e bachi”, con tanto di enologo che elencava le qualità organolettiche del vino accoppiate alle proteine di questi esserini. Quest’anno coleotteri, ortotteri, tarme e larve sono stati utilizzati per preparare dolci e torte. Il risultato è stato sorprendente: in poco meno di un’ora i dessert “bestiali” sono andati a ruba.

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