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Politica

Sindacati e politica: fronte comune per salvare la Indesit

Di Redazione12 luglio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Antonio Misiani, parlamentare bergamasco del Pd

Antonio Misiani, parlamentare bergamasco del Pd

BERGAMO — Fuori dall’ex Borsa Merci, i campanacci e il blocco delle vie del centro per la protesta dei lavoratori. Dentro, nella sala del Consiglio, le parole, gli impegni richiesti e quelli presi. E’ stata quella la giornata di Indesit quella di oggi. Per una volta, tutto il mondo bergamasco sembra fare fronte comune per evitare un trasferimento che sarebbe drammatico per 420 lavoratori e altri 300 dell’indotto.

Sindacati e politica si sono incontrati alla Borsa Merci per fare il punto sulla situazione dello stabilimento di Brembate che il gruppo ha annunciato di volere chiudere. Cgil, Cisl, Uil, consiglieri regionali e parlamentari hanno sottoscritto un documento congiunto di impegno a sostegno della continuità aziendale e della difesa dell’occupazione.

Hanno apposto la firma: Savino Pezzotta Udc, Gabriele Sola Idv, Valerio Bettoni Udc, Maurizio Martina Pd, Antonio Misiani Pd, Gregorio Fontana Pdl, Daniele Belotti Lega Nord, Giacomo Stucchi Lega Nord, Giovanni Sanga Pd, Alessandra Gallone Pdl, Carolina Lussana Lega Nord, Marcello Raimondi Pdl, Chiara Cremonesi di Sinistra e Libertà, Mario Barboni Pd.

“Voglio ringraziare tutte le lavoratrici e i lavoratori dell’Indesit e di altre aziende bergamasche che hanno partecipato alla manifestazione di oggi a sostegno delle richieste del Sindacato per evitare la chiusura dello stabilimento di Brembate” ha detto Luigi Bresciani, segretario generale provinciale della Cgil di Bergamo.

“La riunione con i parlamentari e i consiglieri regionali bergamaschi è riuscita. Tutti si sono impegnati a lavorare per impedire la chiusura dello stabilimento sottoscrivendo il documento unitario di Cgil, Cisl e Uil. Dalle parole però chiediamo si passi ai fatti. Verificheremo ad ottobre gli impegni del Governo. E’ chiaro comunque che se nulla cambierà sul fronte della Indesit, ma anche delle altre fabbriche in difficoltà, non escludiamo la necessità di arrivare ad una mobilitazione unitaria più generale in tutta la provincia di Bergamo”.

“La decisa presenza dei lavoratori alla manifestazione di oggi chiede a tutti e in particolare ai parlamentari bergamaschi un impegno forte ed esplicito per far cambiare idea alla Indesit” ha commentato Mirco Rota, segretario generale provinciale della Fiom-CGIL. “Non è possibile rassegnarci alla chiusura dell’azienda e per questo ci aspettiamo a partire dal prossimo incontro al Ministero delle Attività Produttive fissato per giovedì 15 luglio un sostegno alla nostra proposta: 12 mesi di cassa integrazione speciale e nello stesso periodo la possibilità di condurre una vera trattativa che individui soluzioni alternative alla chiusura”.

Continua, intanto, da oltre un mese, il presidio dei lavoratori Indesit a Brembate, dopo l’annuncio dell’intenzione di chiudere, arrivato il 9 giugno. Per Brembate è stata chiesta la Cassa integrazione ordinaria “per momentanea carenza di commesse di lavoro” per tutti e 430 lavoratori e per 4 settimane.

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