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Qualche muso lungo nello spogliatoio dell’Atalanta: perchè? (video)

Di Redazione12 luglio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Adriano Ferreira Pinto

Adriano Ferreira Pinto

BERGAMO – Non è tutto rose e fiori. Oggi è il giorno delle riflessioni, dopo la vagonata di emozioni positive vissute nella domenica di presentazione dell’Atalanta alla sua gente, basta passare al setaccio le dichiarazioni dei protagonisti per capire che non è tutto tranquillo.

Sabato mattina, durante l’incontro dei giocatori con la stampa, si sono mischiati sorrisi e musi lunghi, sono arrivate dichiarazioni sibilline e conferme importanti che meritano di essere rivisitate.

Innanzitutto il vicecapitano, GianPaolo Bellini. La sua volontà è quella di restare a Bergamo, tutto il resto sono fandonie. Essendo in scadenza, il ragazzo di Sarnico vuole strappare un contratto che gli permetta di chiudere a Bergamo e nello stesso tempo si rende conto che, professionalmente parlando, la sua carriera “rischia” di essere solo nerazzurra.

Nessuna volontà di usare l’accezione negativa del termine, solo la mera constatazione che nel calcio di oggi, fatto di sbandieratori (di chiacchiere e buone intenzioni) più che di bandiere, il suo attaccamento agli occhi di qualcuno può sembrare come una limitazione e non come un atto di fede: “Bellini è un mezzo giocatore, non si è mai misurato lontano da Bergamo” oppure “Bellini gioca perché una bandiera” sono frasi che il trentenne di Sarnico non vuole, non vorrà mai sentire.

Gli altri uomini che non sembrano molto sereni sono Simone Tiribocchi, Ferreira Pinto e Thomas Manfredini. Il puntero di colleferro, 11 gol nella passata stagione, è turbato sia da un discorso contrattuale che da uno tecnico. Ha chiesto un adeguamento, importante, ma gli è stato risposto picche con una proposta di bonus legati ai gol segnati e alla promozione.

Dopo un confronto con l’agente, Tiribocchi ha deciso di accettare chiedendo però anche un prolungamento del contratto che scade nel 2012: niente da fare, solo un piccolo ritocco l’anno prossimo. Se ci mettete la preoccupazione per l’acquisto di due attaccanti che gli somigliano e la totale mancanza di contatti con Colantuono fino al giorno del raduno il quadro è completo.

Il Chievo lo ha chiesto ufficialmente, l’Atalanta ha risposto che è incedibile. Quindi? Serve un confronto con il mister, convinto delle sue potenzialità e intenzionato a proporlo in coppia con Ardemagni. L’alternativa è Antenucci che in serie A non ha mai giocato, il suo cartellino costa 4 milioni trattabili e lo stipendio sarebbe da allineare a quello di Ardemagni che è anche quello del “Tir”: situazione da risolvere il prima possibile per un ragazzo che comunque non vuole andare via.

Per Ferreira Pinto, in scadenza di contratto e presentatosi con una richiesta economica molto alta, si deve trattare ma l’acquisto di Schelotto per la prossima stagione sembra escludere uno sforzo importante da parte della società.

Thomas Manfredini sta bene a Bergamo ma con Colantuono c’è un rapporto da costruire e la Juve di Del Neri è alla finestra: gli unici dubbi devono essere questi, con un accordo appena rinnovato di altre 3 stagioni è difficile pensare che ci possano essere ritocchi.

Le ultime dichiarazioni di Spagnolo chiariscono come i mal di pancia, i questa stagione, sono abbastanza normali ma sono destinati a scomparire. Adesso c’è da lavorare sodo, i contratti si possono rivedere ma si devono anche rispettare e le prossime settimane saranno decisive.

Fabio Gennari

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