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Valseriana

In fuga dal caldo: tre chilometri di coda al rientro dalla Valseriana

Di Redazione5 luglio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La coda ieri sera a mezzanotte in Valle Seriana

La coda ieri sera a mezzanotte in Valle Seriana

BERGAMO — Un temporale nella notte ha reso l’aria un po’ più fresca. Ma la cappa di caldo africano che ha preso posizione sulla Lombardia, Bergamo compresa, è destinata a durare ancor per molti giorni, forse tutta la settimana. E’ stata una giornata caldissima quella di ieri in città. Piscine prese d’assalto. Mentre chi poteva si è “fiondato” nelle valli e in montagna dove le temperature, pur elevate, erano decisamente più gradevoli.

Risultato, duemila persone all’Italcementi e una coda infinita sulle strade del rientro. In Valseriana, ieri sera a mezzanotte, ai tornanti di Clusone c’erano tre chilometri di coda.

Per i prossimi giorni invece il calvario continuerà nelle grandi città. Roma, Trieste, Brescia, Bolzano, Milano, Perugia, Venezia e Torino le 8 città che oggi rischiano la temibile “ondata di calore”. La cappa dell’afa picchierà ancora sul centro nord e in 13 città italiane sono previste temperature tropicali.

In otto città è prevista un’allerta “tre”, per altre cinque (Firenze, Frosinone, Genova, Rieti e Verona) l’allerta è ‘solo’ a livello due, che comunque significa temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione a rischio.

La situazione peggiore dovrebbe essere oggi quella di Torino dove si prevede una temperatura percepita di 38 gradi; le altri oscillano fra i 34 e i 37. L’ondate di calore è definita come un’afa persistente per tre o più giorni consecutivi durante i quali è necessario adottare interventi di prevenzione mirati per anziani, bambini e malati. Si prevedono però possibili temporali locali in Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto.

Per le città segnalate, la protezione civile indica le solite accortezze per difendersi dal caldo: durante i giorni a rischio e per le successive 36 ore si consiglia di non uscire nelle ore più calde, dalle 12 alle 18; risparmiare le energie, bere molto, evitare alcol e pasti pesanti. All’aperto coprirsi il capo.

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