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Politica

Gay Pride, Pedretti all’attacco: il sindaco di Treviglio si dimetta

Di Redazione5 luglio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il Gay Pride

Il Gay Pride

TREVIGLIO — Il Gay Pride che si è tenuto sabato a Treviglio ha uno strascico polemico e politico. Il consigliere regionale della Lega Nord Roberto Pedretti ha chiesto le dimissioni del sindaco della città della Bassa.

“Treviglio e i trevigliesi – afferma Pedretti – sono stati costretti a subire un indegno spettacolo con la manifestazione del gay pride: una vergognosa “baracconata” che offende i valori tradizionali e nello stesso tempo scredita e ghettizza gli omosessuali. I cittadini trevigliesi non saranno liberi di circolare per il proprio paese senza poter evitare di vedere scene di squallido profilo. Oltre al disgustoso spettacolo che sarà messo in scena per le vie di Treviglio, saremo costretti a subire lezioni di tolleranza da coloro che usano il gay pride per sottolineare il proprio livore verso chi difende i valori di una società storicamente fondata sulla famiglia composta da uomo e donna”.

“Come esponente della Lega Nord – continua il consigliere regionale – non posso che ribadire il rispetto di orientamento sessuale di ogni individuo, purché non si travalichi in una richiesta di pari condizioni rispetto ad una famiglia tradizionale. Ritengo assurda l’istanza da parte di coppie omosessuali di poter crescere figli come in una normale famiglia poiché rischia di minare irrimediabilmente i fondamenti stessi della nostra civiltà. Gli articoli 29 e 30 della nostra Costituzione non possono essere stravolti, laddove gli stessi parlano di diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, dove il matrimonio è fondato sull’unione tra uomo e donna”.

“Le leggi e la costituzione condannano l’omofobia, ma l’ostentazione di una diversità sessuale, esasperata da rappresentazioni che violano ogni minimo senso del pudore deve essere condannata senza possibilità di appello. L’evento organizzato – continua Pedretti – porrà sotto una luce distorta una città in cui è forte il sentimento della famiglia. Una città in cui i rapporti sociali si radicano su grandi e condivisi valori e l’educazione e la cura dei figli è all’apice delle preoccupazioni di scuola e famiglie”.

Poi l’affondo: “Penso che il sindaco di Treviglio dovrebbe dimettersi. Avrebbe potuto contrastare il Gay pride, ma non l’ha fatto. Consentendo questo tipo di manifestazione si è posto praticamente contro i principi e l’etica morale dei trevigliesi.”

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