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Atalanta, presentato Stefano Colantuono: sono tornato a casa

Di Redazione1 luglio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Stefano Colantuono

Stefano Colantuono

BERGAMO — Felice, emozionato e decisamente sorridente. Stefano Colantuono è stato presentato ieri nella sala Traini del Credito Bergamasco, davanti ad un nutrito gruppo di giornalisti il  tecnico romano ha parlato a ruota libera toccando diversi argomenti.

Dal gruppo attuale al progetto tattico, passando per le conferme dei pezzi pregiati e dai nuovi arrivi comunque già iniziati, ci sono risposte per tutti i gusti.

Ecco le prime parole di Colantuono durante la conferenza stampa.

Ma se Bergamo è casa sua, come mai se ne andò con in mano un contratto firmato?
In questo video la risposta del nuovo allenatore atalantino.

Due stagioni con l’Atalanta, due record di punti: come si ripete quell’impresa?
Non credo che sia quello l’obiettivo principale, la cosa più importante è centrare quanto è stato chiesto dalla società: per scaramanzia, non pronuncio direttamente quello a cui puntiamo ma se per farcela bastassero 60 punti mi accontenterei più che volentieri.

Parlando del gruppo, crede di poter puntare su tutti i giocatori?
La nostra idea è mantenere l’intelaiatura, ci sono giocatori che conosco e altri che invece scoprirò in ritiro. Ci aspetta un campionato difficile, chi resta deve avere le giuste motivazioni e nel caso non riscontrassimo questo si penserà a come rimpiazzarlo. Prendete Basha, uno dei migliori giovani in circolazione subito preso dopo la partenza di Guarente. Non so in che zona potremmo perdere una pedina, sicuramente dobbiamo pensare a lavorare sodo perchè si parte il 10 luglio e la cavalcata dura fino al 29 maggio.

Che campionato sarà, quello di serie B che l’Atalanta dovrà affrontare?
Lungo, difficile e sicuramente diverso da quelli che nelle ultime tre stagioni si è stati abituati a vivere. Nell’ultimo anno con me abbiamo raggiunto l’Intertoto, Del Neri ha costruito due campionati ottimi e non è detto che in futuro non si possa ripartire in quel modo: ora però c’è la B, affrontiamola al meglio e poi penseremo al resto.

Ci sono delle analogie tra la precedente esperienza e quella che sta per cominciare?
Ecco la risposta sicura di Colantuono

Meno squadre blasonate, più “matricole”: sarà una B diversa dal solito?
E’ sempre lo stesso campionato, da quando poi hanno messo la lotteria dei play-off e quindi è diventato ancora più complicato. E’ importante che tutti i giocatori sposino in pieno la causa mettendoci il giusto impegno, oggi ad esempio credo che sia più facile che l’Atalanta si salvi in A piuttosto che vincere la B. Tutti devono essere orgogliosi di giocare in quella che penso essere la più grande delle piccole.

Protagonista a Bergamo, esonerato a Bergamo: la sua carriera assomiglia molto a quella di Doni..
È vero, però a Palermo ad esempio sono stato esonerato al sesto posto e anche l’anno successivo sono riuscito a fare solo una gara: evidentemente il rapporto con il presidente non era il massimo. A Torino sono stato allontanato per 5 partite con la squadra messa bene a livello di play-off. Sono cose che succedono, certo che a Bergamo ho vissuto le stagioni migliori mentre fuori sembra mi abbia colpito una maledizione: meno male che sono tornato.

Ha sempre avuto presidenti focosi, come ha trovato Percassi?
Il video della risposta di Colantuono.

Vedremo un’Atalanta bella o soltanto pratica e speriamo vincente?
Sarà difficile vedere del bel calcio, soprattutto perchè in casa arriveranno squadre che faranno le barricate. Ci proveremo, certamente sarà importante ottenere i risultati ma lo abbiamo già fatto in passato dopo un inizio di stagione non trascendentale. Abbiamo combattutto,  siamo anche riusciti a giocare bene: ci proveremo.

Ultima domanda: che modulo pensa di utilizzare?
L’idea iniziale è quella di proporre il 4-4-2, c’è la variante con Doni alle spalle di una punta ma credo che si possa anche lavorare su altri moduli per esaltare i nostri giocatori. Ci lavoreremo insieme, sul campo durante il ritiro.

Fabio Gennari

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