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Poesie

“XLI” di John Keats

Di Redazione29 giugno 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo

Tu che hai patito in volto il vento dell’inverno
e hai visto nubi di neve sospese nella nebbia
e le nere cime degli olmi fra le gelide stelle,
per te la primavera sarà il tempo del raccolto.
Tu che hai avuto per libro soltanto il bagliore
della più fonda oscurità, e te ne sei nutrito,
di notte in notte, quando Febo era assente,
per te la primavera avrà triplice aurora.
Oh, non ti preoccupi il sapere, io non ne ho,
pure il tramonto mi ascolta. Colui che è triste
al pensiero dell’ozio non può restare ozioso,
ed è già risvegliato chi sa d’essere in sonno.

“Prova di stelle” di Christoph W. Aigner

forget-your-first-loveGuardarsi negli occhi a vicenda per una notte e un mattino All’improvviso scorre una stella non piú grande ...

“Non recidere, forbice, quel volto” di Eugenio Montale

10924_973Non recidere, forbice, quel volto solo nella memoria che si sfolla, non fare del grande suo viso ...