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Atalanta, Bellini e Tiribocchi sono da blindare

Di Redazione29 giugno 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Antonio Percassi

Antonio Percassi

BERGAMO — Nessuno si dimentichi mai che in tempo di calciomercato sono in pochi a dire la verità.

Giocatori, società ma soprattutto procuratori fanno pienamente il loro interesse ma chi deve sapere conosce a fondo tutte le dinamiche e non sbaglierà. Fidatevi di lui, non sbaglierà.

Antonio Percassi è uomo d’affari troppo navigato ed esperto per farsi abbindolare dal primo procuratore di turno, impossibile che un giocatore riesca a dichiarare amore eterno all’Atalanta mandando poi l’agente a batter cassa senza che nessuno in società si accorga di niente.

Ai più, questo attacco, potrà sembrare privo di logica ma nel calcio, mondo particolare dove contratti e meriti spesso sono poco considerati, è doveroso tenere la guardia altissima e gli occhi ben aperti.

Dopo la retrocessione in serie B, da Bergamo si sono mossi soltanto Guarente e Coppola. Nei giorni scorsi, si è parlato molto di Simone Tiribocchi e delle sue richieste in merito al prolungamento e all’adeguamento del contratto. I tifosi hanno mugugnato, leggendo e ascoltando un po’ di pareri, sembra che il “Tir” di Colleferro abbia bestemmiato ad alta voce dentro al Vaticano.

La verità è che il numero 90 nerazzurro è stato l’unico ad avanzare delle richieste senza nascondersi dietro alle solite dichiarazioni di facciata.  E’ stato l’unico, davanti al presidente, a spiegare il perchè avrebbe gradito prolungare il contratto con un piccolo ritocco dell’ingaggio.

Che abbia torto o ragione non spetta a me dirlo, ci sono  parametri che agli occhi del tifoso, del giornalista o del giocatore sembrano nettamente diversi. Ciò che è doveroso segnalare, invece, è come dalle parti di Zingonia siano piovute diverse richieste di essere ceduti o di rivedere la paghetta.

“Siamo in serie B, io posso giocare in A. Voglio misurarmi con i campioni più forti”. Più o meno è questo il pensiero di chi ha mandato l’agente a batter cassa, magari con in serbo fantomatiche offerte di altre squadre che però l’Atalanta non ha mai ricevuto.

Nel calcio di oggi i contratti si rispettano, chi non vuole farlo è bene che almeno si ricordi il significato del termine coerenza: se l’Atalanta è retrocessa significa che qualcuno non ha fatto bene  suo lavoro, se non si vuole partecipare alla risalita che si abbia il coraggio di dirlo pubblicamente.

Tiribocchi non chiede la luna, ha segnato 11 gol e ha la possibilità di andare a giocare altrove. Anche in Champions League. La volontà è quella di rimanere, l’ha detto guardando negli occhi il presidente Percassi. Oggi, tanto per fare due nomi, guadagna meno di Amoruso e Barreto.

Da più parti ho sentito che proprio l’attaccante pugliese arrivato a gennaio sarebbe sul mercato. Strano, il diretto interessato vuole rimanere a Bergamo e la situazione è tutto tranne che definita. Sapete chi è il suo agente? Tullio Tinti, lo stesso che cura gli interessi di Manfredini, di Bellini e altri sei o sette elementi della rosa nerazzurra.

Adesso, come non mai, è necessario fare il bene dell’Atalanta. Chiudendo gli occhi e tappandosi le orecchie, prolungando o ritoccando i contratti in essere solo pensando a quello di cui in campo ci sarà davvero bisogno. Per questo, Bellini e Tiribocchi non possono lasciare Bergamo: Percassi lo sa bene, fidatevi di lui.

Fabio Gennari

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