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Politica

Stracquadanio (Pdl): serve una “rivoluzione” nella giustizia italiana

Di Redazione29 giugno 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Da sinistra, Paolo Ferrari, Carlo Scotti Foglieni e Giorgio Stracquadanio

Da sinistra, Paolo Ferrari, Carlo Scotti Foglieni e Giorgio Stracquadanio

SARNICO — Si è parlato di politica internazionale, nazionale, regionale e locale sabato al convegno di Sarnico organizzato dal Movimento culturale Yurta e dalla Fondazione Mcy, presieduti rispettivamente dai pidiellini Serenella Cadei e Carlo Scotti Foglieni. “Verso la Terza Repubblica, governare e rappresentare il futuro per un paese rinnovato fuori dalle crisi” era il titolo del seminario che ha visto la partecipazione, fra gli altri, dell’economista Raffaele Rizzardi e del deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio.

Un convegno di liberal-democratici che fanno politica attraverso la formazione culturale, lo studio e l’approfondimento ormai da 10 anni. L’occasione per cercare di capire qualche cosa di più su come e dove stanno andando l’Italia e la sua classe dirigente. Si è parlato di giornalismo, si è parlato di media, di riforma della giustizia e di riforma federale dello Stato, sviscerandone i molteplici aspetti. Si è parlato anche di economia.

Ecco di seguito la disamina del giornalista economico e deputato Giorgio Stracquadanio

Sul versante giustizia, il deputato del Pdl ha detto che è necessaria una sorta di “rivoluzione” dell’assetto giudiziario italiano dal momento che “oggi in Italia dobbiamo porre rimendio a due problemi: l’incertezza del diritto e la pretesa della magistratura di sovrapporsi agli altri organi istituzionali”. “La magistratura in questo periodo – ha continuato Stracquadanio – spesso si erge a moralizzatore della vita pubblica. L’obbligatorietà dell’azione penale è un’utopia, dal momento che ci sono 1,7 milioni di procedimenti penali in Italia e 4000 magistrati. Il che significa che i magistrati devono scegliere quali procedimenti seguire”. Il deputato ha fatto gli esempi di Silvio Scaglia e Marcello Dell’Utri.

“Serve un drastico cambiamento nel nostro sistema giudiziario. I pubblici ministeri devono essere dipendenti dal ministro. Fare pm eletti direttamente dal popolo come accade negli Stati Uniti, in Italia determinerebbe l’elezione di mille Di Pietro in una parte del paese, e di mille espressione diretta delle organizzazioni criminali dall’altra”.

Un ampio dibattito, stimolato dall’esposizione dell’assessore ai Servizi alla persona del Comune di Morengo Donatella Agliardi, è stato poi dedicato alle tematiche dell’immigrazione e alle loro ripercussioni concrete, in termini sociali ed economici, sui comuni.

L’incontro, che si è tenuto all’agriturismo Cascina Oglio, è stato coordinato dall’esponente del Pdl Carlo Scotti Foglieni, con il supporto del giornalista del Giornale del Sebino Paolo Ferrari.

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