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Italia

Il tribunale: niente libertà vigilata, Vallanzasca resti in carcere

Di Redazione23 giugno 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Renato Vallanzasca

Renato Vallanzasca

MILANO — Aveva chiesto la liberazione condizionale per scontare la pena in libertà vigilata. Il tribunale di sorveglianza invece ha dichiarato inammissibile l’istanza presentata da Renato Vallanzasca per scontare la pena fuori dal carcere.

L’ex capo della Mala, condannato a 4 ergastoli e a 260 anni di carcere, detenuto da circa 40 anni inframmezzati da alcune evasioni, era presente all’udienza ed è uscito dall’aula visibilmente adirato. ”Ripresenteremo la nostra istanza” ha subito chiarito il suo l’avvocato.

Renato Vallanzasca si è reso protagonista, durante gli anni Settanta, di episodi efferati anche in Bergamasca. Il 6 febbraio 1977 uccise il maresciallo della Polizia Stradale Luigi D’Andrea e dell’appuntato Renato Barborini al casello autostradale di Dalmine.

Era la domenica mattina del 6 febbraio 1977 quando un’auto sospetta venne segnalata dalla Polstrada e una pattuglia venne mandata per il controllo. Non appena furono chiesti i documenti avvenne la sparatoria. Di quell’episodio tragico resta monumento eretto al casello autostradale.

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