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Bergamo

V.le Giulio Cesare: in 250 per la ciclabile, ma l’assessore cancella il tratto “sbagliato”

Di Redazione23 giugno 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La manifestazione in viale Giulio Cesare

La manifestazione in viale Giulio Cesare

SANTA CATERINA — Una lunga fila di biciclette a coprire l’intera distanza che va dall’incrocio dello stadio alle poste di San Caterina. Trecento metri di due ruote lungo viale Giulio Cesare per dire che no, la pista ciclabile da lì non se ne deve andare.

E’ andata ben oltre le aspettative la manifestazione organizzata dalle famiglie di Valtesse, Monterosso e Conca Fiorita, supportata dalla Aribi, dal Partito Democratico, dalla Lista Bruni e dai Verdi per protestare contro la rimozione dell’ultimo tratto della pista ciclabile dal viale dello stadio. Nei giorni scorsi l’assessore alla mobilità Gianfranco Ceci ha annunciato la rimozione della ciclabile per consentire il ripristino della doppia corsia che consentirà una più facile svolta a sinistra, verso la Conca Fiorita, senza bloccare le auto che vanno diritte. L’intervento sacrificherà un tratto di una cinquantina di metri della ciclabile, il che ha scatenato le ire dei sostenitori della bici in città. “Ora chi passa in bici dovrà salire sul marciapiede” sostengono i detrattori di Ceci.

Alla protesta – che ha visto la presenza degli ex assessori Amorino, Cattaneo, consiglieri comunali d’opposizione e esponenti politici del centrosinistra come Marcello Saponaro – si sono contate almeno 250 biciclette e ancor più appassionati che si battono per il mantenimento, o comunque una variazione ragionevole, del percorso ciclopedonale. Le richieste sono precise: un incontro immediato con il sindaco per il ripristino del tratto che andrà cancellato oppure un percorso alternativo.

Ai dire il vero, la pista ciclabile non è mai stata vista con troppo favore dai residenti di Santa Caterina, per la sua relativa sicurezza. Il paradosso però è che il Comune ha deciso di rimuovere un tratto che tutto sommato creava pochi guai. Mentre i tratti più pericolosi – dove le bici “convivono” con pedoni, anziani, mamme e carrozzelle -, che stanno più avanti verso le poste, rimarranno intatti. Strabismo a due ruote.

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