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Mamme e Bimbi

Depressione post-partum, necessarie cure d’urto

Di Redazione22 giugno 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il complesso rapporto tra neomamma e bebé

Il complesso rapporto tra neomamma e bebé

Un’equipe specializzata a sostegno della neomamme in difficoltà. Alla luce dei recenti fatti di cronaca, la SIGO (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) ha proposto al Ministro della Salute Ferruccio Fazio di applicare la procedura del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio) extraospedaliero per le donne affette da depressione post partum a rischio di infanticidio.

Si tratta di una procedura che consente di adottare limitazioni della libertà personale per ragioni di cura, all’ interno dell’abitazione del paziente. Grazie ad uno staff altamente qualificato che si occupa 24 ore su 24 della nuova coppia mamma-bebé.

Solo così- spiegano dalla SIGO_ è possibile tutelare madre e figlio quando compare una depressione post-partum. Si valuta che ogni anno sarebbero necessari un migliaio di interventi di TSO extraospedaliero.
La depressione post partum colpisce infatti circa il 10 per cento delle neomamme, da 50.000 a 75.000 neomamme l’ anno nel nostro Paese, con un costo sociale valutato in circa 500 milioni di euro in 12 mesi.

Eppure, il rischio di sviluppare depressione viene valutato durnate le visite ginecologiche solo dal 30 per cento dai medici, inclusi gli incontri pre parto. Successivamente, solo nel 45 per cento delle strutture è previsto un monitoraggio delle mamme a rischio. E il tempo dedicato all’ informazione prima della dimissione è inadeguato secondo il 72 per cento dei ginecologi.

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