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Politica

Pdl, Gelmini e Club: ecco cosa bolle in pentola

Di Redazione21 giugno 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Maria Stella Gelmini

Maria Stella Gelmini

BERGAMO —  Il passaggio, fondamentale per la storia presente e futura del centrodestra e del Popolo della Libertà è avvenuto sabato a Moniga del Garda. Ma la costruzione del convegno che ha sancito la saldatura fra i Club della Libertà di Mario Valducci e la Fondazione Liberamente di Maria Stella Gelmini in realtà viene da un lavoro profondo, lungo e dietro le quinte, nato dall’esigenza di dare nuovo slancio al Pdl.

Ne hanno piene le scatole di Fini e della morsa della Lega che rischiano di sgretolare il partito. Per questo i Club della libertà si stanno riorganizzando sul territorio nazionale, in stretto contatto con la Fondazione Liberamente del ministro Maria Stella Gelmini.

Il primo incontro è avvenuto la primavera scorsa nel Club della Libertà romano, presieduto da Mario Valducci, storico cofondatore di Forza Italia. Poi ci sono state diverse riunioni di “berlusconiani doc”, con un gruppo sempre crescente di partecipanti. L’ultimo risale alla fine di maggio, con una quarantina fra deputati, senatori e personaggi politici di spicco piano fra cui Paolo Romani, Deborah Bergamini, Isabella Bertolini, Alessio Bonciani, Roberto Tortoli, Daniele Toto, Maurizio Bernardo e Giorgio Stracquadanio. Presenti anche i ministri Frattini e Gelmini e i senatori Romano Comincioli, Cosimo Izzo, Antonio D’Alì.

L’obiettivo? Non solo la risposta forzista a Generazione Italia, ma anche un preciso piano politico sostenuto dall’attività culturale svolto dalla Fondazione Liberamente e il rilancio sul territorio dei Club della Libertà.

Dunque due le linee tutte da sviluppare: da una parte i “Club” sul territorio per l’azione dei militanti, dall’altra l’elaborazione politica e culturale della corrente attraverso la Fondazione targata Gelmini e il Predellino di Stracquadanio, destinato a diventare l’organo ufficiale del movimento. Anche se “non si tratta di una corrente – tengono a precisare – perché ci riconosciamo totalmente nel presidente Berlusconi”. Ora, finalmente sono venuti allo scoperto.

Il premier Berlusconi ha ammonito dal creare nuovo correnti che disgregherebbero il partito. Ma loro non ci pensano proprio. “La sinergia tra Liberamente e i Club della libertà rappresenta la chiave per elaborare idee e trasmetterle al territorio” ha detto Valducci.

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