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Politica

Torri Sace, la Lega: perché Bruni non si è imposto sul costruttore?

Di Redazione18 giugno 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il progetto originario delle Torri Sace

Il progetto originario delle Torri Sace

BERGAMO — Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato redatto dalla segretaria cittadina della Lega Nord Luisa Pecce Bamberga sulla questione delle torri ex Sace.

“Con il parere espresso dalla Commissione, ci stiamo avviando verso la conclusione di un tema urbanistico ancora molto “caldo” . Pur con il taglio operato dalla nuova Amministrazione (11.400 mc. e 3 piani d’altezza in meno)- sottolinea Pecce- la volumetria prevista sull’Area Sace è ancora al vertice in Città in termini di densità (2,90 mc x mq.!). Questo grazie alla variante urbanistica al Piano Regolatore operata da Bruni e Grossi che aveva aumentato i volumi di circa l’80 per cento.

Ora ci si appresta a porre riparo a quella discutibile decisione pur con tutti i limiti determinati dal fatto che può essere conclusa solo con il consenso dell’imprenditore privato. Un Piano approvato definitivamente dall’Amministrazione Bruni ha creato diritti inattaccabili per la Società. Difficilissime le condizioni in cui si è dovuta muovere la nuova Amministrazione, di fronte al “fatto compiuto”, per ottenere una riduzione che è senza dubbio significativa e che risponde a una chiara promessa elettorale.

Naturalmente a ben altri risultati si sarebbe potuto arrivare se la vecchia maggioranza di centrosinistra avesse accolto il suggerimento dell’opposizione di allora (la Lega e il centrodestra) che avevano insistito per sospendere, a marzo dello scorso anno e sul finire del mandato, l’approvazione del PII.
Purtroppo, invece, la Città è stata costretta a subire un progetto esageratamente ingombrante per altezze e dimensioni, a ridosso delle Mura. I sottoscrittori dei ricorsi al TAR, poi, sono stati letteralmente spinti in una situazione di stress per il coinvolgimento, loro malgrado, in una pratica giudiziaria senza predenti nella nostra Città. E stata la prima volta che delle famiglie sono state minacciate con ritorsioni patrimoniali (la richiesta di 8.000.000 di danni) per il solo fatto di aver tentato di difendere le caratteristiche ambientali e paesaggistiche del loro quartiere.

Ma una domanda è doverosa: se Tentorio è riuscito a far sedere ad un tavolo il costruttore chiedendogli di ridurre il progetto di tre piani e 11.400 mila metri cubi, perché questo tentativo non l’ha mai fatto il predecessore Roberto Bruni?
Per noi non si tratta di una rivincita in quanto il risultato elettorale dello scorso anno ha già reso giustizia a chi si è battuto per contrastare questo modo di gestire l’urbanistica cittadina.

Tuttavia ci chiediamo con rammarico perché 3.000 firme, centinaia di osservazioni, diverse assemblee partecipate non sono servite a produrre un cambiamento di rotta alla precedente amministrazione.

Qualcuno ha cercato di utilizzare come scudo il pericolo dei licenziamenti e dello spostamento della sede e ora sappiamo che, senza nessun problema per la SACE e per scelta della proprietà, la palazzina dello stabilimento viene ridotta di quasi un terzo. Tutto questo dovrebbe far riflettere. Ora bisogna lavorare seriamente al nuovo progetto – conclude Pecce – Sembra ormai accertato l’obiettivo di mantenere il Campo Utili al 100 per 100 con la sua funzione di impianto sportivo. Resta l’incognita del nuovo disegno della parte residenziale. Visto che il quartiere è stato già per il passato messo davanti al fatto compiuto, sarebbe davvero importante individuare le modalità più opportune per coinvolgere i residenti.

Il centro sinistra ancora una volta si arrampica sugli specchi: quello che l’Amministrazione ha ottenuto, con fatica e profondo impegno, è un grande successo. – dichiara Alberto Ribolla, Capogruppo della Lega Nord in Consiglio Comunale e membro della Commissione urbanistica – La nostra visione della città è profondamente diversa da quella dell’amministrazione precedente: la nostra finalità, infatti, come scritto anche nel programma elettorale, non è mettere cemento e torri a due passi dalle mura venete ma è quella di preservare il paesaggio ed il nostro territorio, riducendo altezze e volumetrie. Come si fa – continua Ribolla – a pensare di costruire grattacieli a 200 metri dalle mura? E’ davvero surreale; anche se nulla ormai ci dovrebbe meravigliare da chi aveva sostenuto il progetto, poco distante, della “torre d’assalto”, bocciato a furor di popolo”

Luisa Pecce
vicepresidente Commissione Urbanistica
Comune di Bergamo

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