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Politica

Palafrizzoni, indiscrezioni e retroscena: nervi tesi nel centrodestra

Di Redazione17 giugno 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Palazzo Frizzoni

Palazzo Frizzoni

BERGAMO — Tira un brutta aria dentro la compagine di centrodestra a Palazzo Frizzoni. Si respira l’atmosfera tipica che anticipa la tempesta. Lo sanno i consiglieri comunali del Pdl, da tempo sul piede di guerra per il loro ruolo “sottovalutato” dall’esecutivo. Lo sanno i componenti della Giunta, che si sentono nel mirino. Lo sanno anche gli esponenti politici del Popolo della Libertà, anche se non ne troverete uno disposto ad ammettere che sì, i rapporti a (e con) Palazzo Frizzoni si stanno facendo tesi.

Nei corridoi del potere però serpeggia un certo malumore. I consiglieri comunali lamentano problemi di “comunicazione” con la giunta. C’è una gran voglia di aria nuova ma come ciò si traduca in politica locale non è ancora chiaro. Si vocifera di rimpasti in vista, ma per ora non si muove nulla. Il sindaco Franco Tentorio d’altronde è impegnato a risolvere anche altre faccende. Prima di tutto quella delle nomine nella municipalizzata che conta di più dopo la cessione della Bas, ovvero l’Atb. Dietro le quinte, il sindaco avrebbe confessato la sua stanchezza per la questione, ancora irrisolta, della presidenza nella società a guida comunale. Il tiramolla fra l’ex assessore Fabrizio Antonello, fortemente sostenuto dal coordinatore provinciale Carlo Saffioti, e l’ex assessore Buzzanca (targato An) starebbe logorando il sindaco. Almeno quanto la questione, tutta politica, del comandante della Polizia municipale, non ancora individuato dopo le dimissioni di Appiani. E non è detto che le due vicende non possano intersecarsi.

Certo è che la situazione a Palafrizzoni non è serena. Non più tardi della settimana scorsa, nelle stanze segrete si vociferava di un fantomatico incontro fra il deus ex machina del Pdl cittadino Gianni D’Aloia e il sindaco, avvenuto il venerdì sera, sul tardi, a Palazzo Frizzoni. Un incontro di chiarimento fra le posizioni di Tentorio e quelle del partito, anticipato da un colloquio con il capogruppo del Pdl in consiglio comunale Petralia. La notizia però non ha trovato conferme. Tuttavia, come hanno sottolineato i più attenti osservatori, il trapelare di notizie come queste – vere o farlocche che siano – è indice di una certa tensione nella maggioranza.

Un senso di accerchiamento che Tentorio, nonostante l’esperienza, starebbe soffrendo, reso ancora più stretto dalle rimostranze del centrodestra circa lo strapotere, vero o presunto, della Lega in Comune e Provincia. Non si contano più i distinguo – paradossali visti gli argomenti – del Pdl nei confronti dei leghisti: sulla bandiera italiana, su quella della Provincia, sull’inno di Mameli, sulle celebrazioni istituzionali. Un tentativo di smarcamento per connotare un’identità di partito che a Bergamo, contrariamente ai “Bossi boys”, ancora non c’è. Il problema è che andare alla rottura non si può. Per ovvi motivi. Ma anche perché in questo momento il coordinatore provinciale del Pdl Carlo Saffioti non ha forza sufficiente per imporre una simile linea che verrebbe subito stoppata dai vertici regionali del partito. Insomma, uno stallo forzato che sta già logorando i consiglieri comunali e provinciali e che, a lungo andare, potrebbe riservare sorprese.

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