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Editoriali

Atalanta, il dubbio di Bellini: storia o ambizione?

Di Redazione17 giugno 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gianpaolo Bellini

Gianpaolo Bellini

BERGAMO –- Signori, rispetto per Gianpaolo Bellini. Sono abituato a commentare e approfondire le indiscrezioni che arrivano, il tempo del calciomercato è normalmente farcito di voci spesso contrastanti ed è quindi impossibile seguire ogni pista. Si battono quelle più logiche, si affrontano quelle da cui arrivano segnali concreti. Reali.

Negli ultimi giorni però si sprecano le voci sul futuro di Gianpaolo Bellini, sembra che la Roma di Claudio Ranieri abbia pensato proprio a lui per rinforzare il pacchetto di laterali a disposizone.

Tutto vero, aggiungo io. Peccato che le uniche cose certe siano quelle appena descritte. Invece si leggono, da più parti, dettagli molto precisi che farebbero pensare come il futuro dell’esterno di Sarnico sia già scritto lontano da Bergamo.

Il tam tam registrato sui siti internet della capitale, poi, è incredibile. “Bellini non vuole restare in serie B, il suo costo è di circa 3 milioni e l’accordo è molto vicino”. Falso, tutto tremendamente falso. Altri scrivono e commentano le dichiarazioni dell’agente De Marchi che si è limitato a dire “Non c’è nulla di concreto, non so cosa potrebbe accadere nei prossimi giorni. Certamente, la Roma sarebbe una possibilità enorme”. Io mi chiedo, si legge tra le righe di una trattativa avviata? Oppure qualcuno riesce ad evincere una volontà pesante del terzino di Sarnico di andare via dall’Atalanta? Siamo seri, per favore.

La verità, come sempre, è soltanto una. Gianpaolo Bellini rappresenta la storia della società nerazzurra, ha iniziato ad indossare quella maglia nel 1992 e a trent’anni compiuti è ancora sulla fascia a macinare chilometri. Può piacere o non piacere (il calcio è opinione e quindi tutti hanno preferenze sui protagonisti) ma l’uomo, il ragazzo cresciuto a pane e Atalanta, non si può discutere.

Dopo la vacanza in barca trascorsa lontano da tutto, Bellini trascorre quest’ultimo periodo di sosta aspettando gli eventi con un pensiero fisso legato al suo futuro. La sua volontà non è quella di abbandonare l’Atalanta, in questo senso l’incontro con Percassi di qualche settimana fa è stato chiaro, ma professionalmente parlando si ritrova ad un bivio: continuare a Bergamo diventando al 100% una bandiera dell’Atalanta oppure provare, negli ultimi anni della carriera, l’esperienza lontano da casa magari disputando le coppe?

Chiunque, dopo aver trascorso quasi due terzi della propria vita nello stesso posto si porrebbero questa domanda: pur stando benissimo a Bergamo, lo stimolo legato ad un’avventura diversa è comprensibile. Ci si è per caso dimenticati che anche l’idolo Cristiano Doni, nel 2003, lasciò Bergamo per andare alla Sampdoria? Se ci ha pensato lui, che con quella maglia ha fatto tanto ma che ha giocato una quarantina di partite in meno rispetto a Paolo da Sarnico, è normale che ci pensino anche gli altri.

I prossimi giorni saranno decisivi, prima di tutto serve un’offerta reale dei capitolini per l’Atalanta. Percassi la valuterà e farà di tutto per trattenere la bandiera: a quel punto toccherà a Bellini e, permettetemi, è giusto che a scegliere sia solo lui. Ha questa maglia tatuata addosso, ne ha viste di tutti i colori provando grandi gioie ma passando anche momenti durissimi (ricordate il calcio scommesse?) restando sempre nell’ombra, grazie al carattere tranquillo e schivo, lontano dalle luci della ribalta.

Qualsiasi cosa decida di fare, nessuno deve sentirsi tradito. Il primo ad essere dibattuto è proprio lui, l’ambiente non può che fargli sentire tutto il suo affetto ma la cosa più importante è non dimenticare il rispetto: Gianpaolo Bellini, se lo merita davvero.

Fabio Gennari

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