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Bergamo

Brembo battuta in tribunale: dovrà assumere lavoratore senegalese

Di Redazione16 giugno 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Alberto Bombassei, amministratore delegato di Brembo

Alberto Bombassei, amministratore delegato di Brembo

BERGAMO — “È la prima di quattro cause pilota e se il buongiorno si vede dal mattino, sarà una splendida giornata”. E’ questo il commento della Cgil-Fiom alla sentenze del Tribunale del Lavoro di Bergamo che ha dato ragione a N. E., cittadino senegalese che aveva avviato, insieme all’Ufficio Vertenze Cgil e alla Fiom-Cgil, una causa contro Brembo spa, di cui Bombassei, vicepresidente di Confindustria, è amministratore delegato.

Quarantunenne residente a Ponte San Pietro, N. E. aveva lavorato nello stabilimento Brembo di Mapello come operaio di terzo livello con tre contratti in somministrazione a tempo determinato consecutivi (cioè attraverso agenzia interinale) dal 1° maggio al 31 luglio 2006, dal 21 agosto al 25 agosto 2006 e dal 1° settembre 2006 al 31 gennaio 2007, e con due contratti a tempo determinato come operaio di secondo livello, assunto direttamente da Brembo, dal 7 febbraio al 22 dicembre 2007 e dal 18 gennaio al 30 settembre 2008. La mansione era stata sempre la stessa: quella di verniciatore di dischi nello stabilimento di Mapello.

La causa, promossa con ricorso depositato il 22 maggio 2009, era stata avviata dopo che il lavoratore aveva visto deluse le promesse aziendali di assunzione a tempo determinato. Un’analisi dell’Ufficio Vertenze Cgil aveva, nel frattempo, riscontrato una palese illegittimità di questi contratti. Il Tribunale di Bergamo, sezione lavoro, ha dato loro ragione, con una sentenza arrivata ieri, 15 giugno, pronunciata dal Giudice del Lavoro Sergio Cassia. Ora N.E. ha diritto ad un posto fisso, cioè un contratto a tempo indeterminato e al pagamento di tutti gli arretrati, cioè degli stipendi dei periodi di mancato lavoro dal 2006 fino a quando l’assunzione a tempo indeterminato non sarà operativa.

“È la prima di 4 cause individuali pilota che abbiamo avviato contro Brembo per contratti stipulati a nostro avviso irregolarmente fra il 2006 e il 2008” spiega Carmelo Ilardo, responsabile dell’Ufficio Vertenze della Cgil di Bergamo. “La questione non riguarda, però, solo 4 lavoratori: stimiamo che ci siano diverse decine di lavoratori che sono state, in quegli anni, inquadrate con questo tipo di contratti. Abbiamo ritenuto opportuno impugnare questi casi perché da una prima analisi dei contratti e dalle informazioni ricevute da lavoratori e rsu ci è apparsa evidente la pretestuosità delle motivazioni utilizzate per ricorre alla somministrazione e al tempo determinato. Ovviamente siamo più che soddisfatti”.

“Certo la soddisfazione è tanta. Sin dal 2008 abbiamo chiesto a Brembo in sede sindacale di rivedere il suo comportamento e il suo massiccio utilizzo della precarietà nel gruppo” spiega Giuseppe Severgnini della Fiom-Cgil di Bergamo. “In più di un’occasione siamo rimasti inascoltati, perciò ci siamo dovuti rivolgere al Tribunale. Escono, con la sentenza di ieri, rafforzate le richieste che il sindacato porta avanti sul capitolo della precarietà in queste difficili settimane di lotta per il rinnovo del contratto aziendale. Auspichiamo che Brembo scelga una via di accordo sindacale anziché un continuo confronto in aule di Tribunale”.

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