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Mamme e Bimbi

Tutti i vantaggi del parto in acqua

Di Redazione15 giugno 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Parto in acqua

Parto in acqua

Se il parto avviene in acqua, le donne che partoriscono per la prima volta hanno meno necessità di un antidolorifico durante la fase del travaglio.

Lo sostiene uno studio dei ricercatori dell’Università di Southampton. Stando ai dati, l’ immersione della gestante nel corso delle prime fasi del travaglio abbasserebbe dunque in modo notevole il bisogno di iniezioni epidurali. Ma non è tutto: le donne possono trarre beneficio dal travaglio in acqua,  senza poi necessariamente partorire in vasca, bensì nella piena libertà di scegliere luogo e posizione.

Gli scienziati hanno messo a confronto due gruppi di mamme al loro primo figlio che hanno sperimentato una evoluzione lenta del travaglio. Le donne del primo gruppo sono state immerse in una vasca durante le prime fasi del travaglio, al contrario di quelle del secondo gruppo.

L’esperimento ha dimostrato che delle 49 donne del primo gruppo, circa la metà ha avuto necessità di un’epidurale, contro i due terzi delle 50 donne del secondo gruppo. Coloro che hanno avuto il travaglio in acqua, hanno avuto meno bisogno di interventi medici per agevolare le contrazioni, e le madri, in generale, hanno riferito di sentirsi più tranquille e sicure.

A sfatare false credenze, i medici confermano che i parti in acqua non sono più lunghi di quelli tradizionali. Secondo la ricercatrice Elizabeth Cluett, che ha eseguito lo studio, i risultati contraddicono la teoria secondo cui le madri che mettono al mondo il loro figlio in acqua abbiano bisogno di più tempo per farlo nascere in assenza di farmaci per indurre le contrazioni.

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