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Accordo raggiunto: Osti e Giacobazzi fuori dall’Atalanta

Di Redazione11 giugno 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il bolognese Cesare Giacobazzi

Il bolognese Cesare Giacobazzi

ZINGONIA – La rifondazione adesso è totale. Si sapeva da giorni, Antonio Percassi lo aveva annunciato ad inizio settimana durante una trasmissione televisiva ma è di poche ore fa la certezza: Carlo Osti e Cesare Giacobazzi non faranno più parte della società Atalanta.

Discorso chiuso. Finito. Terminato. Sepolto. Per l’annuncio ufficiale manca soltanto la formalizzazione dell’accordo ma la firma sul contratto, stavolta, è davvero un dettaglio.

Con l’ormai ex direttore sportivo è stata trovata una soluzione nella giornata di martedì, due giorni dopo si è giunti ad una conclusione anche per Cesare Giacobazzi per cui sarebbe prevista una sostanziosa buonuscita: fino al 2013, all’ex d.g., sarebbero spettati 200.000 euro netti a stagione.

Stando così le cose, l’annuncio ufficiale delle nuove cariche amministrative non dovrebbe tardare ancora molto: Roberto Spagnolo direttore generale, Isidoro Fratus direttore amministrativo e Gabriele Zamagna al timone della direzione sportiva.

Con Antonio Percassi presidente, il figlio Luca amministratore delegato e il duo Corti – Favini alla guida del settore giovanile (il primo capo degli osservatori e il secondo con pieni poteri organizzativi sui ragazzi) la squadra di governo atalantino è ormai completa in tutte le sue componenti più importanti.

Il passato dunque, è alle spalle. Nuova proprietà, nuovi interlocutori, nuovi riferimenti societari con cui lavorare. Interfacciarsi. Confrontarsi. Carlo Osti ha sicuramente fatto buone cose commettendo però errori gravi, soprattutto nell’ultima stagione: può succedere, il calcio non è una scienza esatta e quindi vedremo come opereranno i nuovi “tecnici”.

Di Cesare Giacobazzi, permettetemi, non è possibile esprimere un giudizio completo. Come si può valutare un personaggio con cui non c’erano rapporti di alcun tipo? Sarebbe stato bello sentire la sua versione quando da più parti arrivavano segnali di una situazione diventata insostenibile tra le mura del Centro Bortolotti. Sarebbe stato significativo vederlo in tribuna per osservare da vicino l’Atalanta: non è mai successo, tranne forse un paio di occasioni.

La vecchia gestione ha lasciato un bilancio che non sembra sia proprio del tutto apposto, con un paio di buchi neri inizialmente non dichiarati ma soprattutto un rapporto logoro e prossimo alla rottura con Mino Favini (il cui metodo è stato costantemente criticato) e Cristiano Doni. Per fortuna, da oggi, la storia dell’Atalanta la scriveranno altri.

Fabio Gennari

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