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Percassi show: dobbiamo andare in A, se no diente matt!

Di Redazione8 giugno 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Antonio Percassi

Antonio Percassi

BERGAMO – Un tornado. Un ciclone. Un fiume in piena. Antonio Percassi, neo presidente nerazzurro, è stato ospite lunedì sera alla trasmissione “TuttoAtalanta estate” di Bergamo Tv.

Le sue parole, cariche di enfasi ed emozione, sono arrivate come fulmini dallo schermo e c’è da scommettere che abbiano colpito tutti. Al cuore.

Tra conferme, Zamagna è stato ufficializzato praticamente subito, e silenzi di circostanza, i play-off del Toro impongono il basso profilo sul futuro di Colantuono ma ormai non ci sono più dubbi, l’imprenditore seriano ha dato veramente spettacolo.

Allora presidente, partiamo forte: ha incontrato Giacobazzi a Zingonia?
Ci siamo visti, è stato un incontro cordiale e anche simpatico. Ho esposto a lui il mio pensiero, la nostra impostazione e la volontà di cambiare pagina. E’ in ferie questa settimana, perfezioneremo il rapporto e ci saranno credo delle dimissioni con un conguaglio in denaro: non sarà più lui il direttore generale.

La posizione di Osti e Prisciantelli?
I due uomini sul campo oggi siamo io e mio figlio Luca. Da questa mattina anche Fratus e Spagnolo hanno mansioni operative, dobbiamo definire il rapporto con Giacobazzi (è una formalità) in un modo o in un altro voglio chiuderlo bonariamente. In ogni caso, noi cambiamo pagina: verranno sostituiti. Oggi abbiamo definito Zamagna, dopo l’incontro avvenuto domenica mattina ci siamo risentiti e sarà lui il nuovo ds: lui e Giuseppe Corti (che abbiamo soffiato alla Juventus) sono un grande colpo.

Che calcio si aspetta di trovare oggi dopo 16 anni?
Gli esperti dicono che la B è tutta corsa e botte, poche squadre giocano bene. E’ un campionato di grande cuore: a me piacerebbe copiare il calcio del Barcellona, mi piacerebbe un giorno portare qualcosa di simile a Bergamo.

Che tipo di calcio vorrebbe vedere?
Abbiamo individuato alcuni tecnici adatti per la nostra situazione, dobbiamo essere pratici e seri: non possiamo sbagliare. Dobbiamo tornare in serie A subito, stiamo facendo dei ragionamenti e mi auguro entro fine settimana di poter comunicare la scelta. (Casualmente, Colantuono fino a domenica è ufficialmente impegnato a Torino, ndr).

Ha parlato di struttura, di uomini. Che idee ha?
Sono arrivato alle 18 di venerdì, stiamo facendo molto lavoro e anche questa sera tardi mi vedrò con i miei collaboratori (Fratus e Spagnolo hanno raggiunto un ristorante cittadino attorno alle 23 proprio per fare il punto della situazione con i Percassi, ndr). Voglio creare una struttura dirigenziale seria, onesta e capace. I manager della nostra Atalanta devono stare molti anni con noi. Sabato è stato emozionante, oggi siamo andati in sede per parlare con tutto il personale: ho visto gente dedicata, che lavora e ama l’Atalanta.

Può già dire qualcosa sulla squadra?
Dobbiamo tener conto di chi vuole restare, il riscontro avuto finora dai più importanti del gruppo sono buoni. Devono dare l’anima, se uno si vergogna o pensa di essere da serie A non fa al caso nostro. Se qualcuno trotterella in campo, siamo rovinati: Chi è all’Atalanta deve dare l’anima.

Pensiamo ai giovani: in provincia, le grandi, fanno razzia. Cosa avete intenzione di fare nei rapporti con le società dilettanti?
Noi attaccheremo, contatteremo, investiremo. Non staremo certo a subire chi arriva sul territorio a rubare i giocatori. Mi auguro che anche le società calcistiche bergamasche siano contente e orgogliose di dare a noi i ragazzi. E’ accaduto che altre società siano riuscite a rubacchiarci dei giovani: ora non deve più succedere. Favini mi dice che ci hanno portato via dei veri fenomeni, ragazzi di 11, 12 o13 anni che davvero avrebbero avuto un futuro: non succederà più, devono vedersela con me. Mino Favini sceglierà i suoi collaboratori, avrà carta bianca per la sua struttura.
Voglio avere persone di livello, gente che capisca dei settori giovanili, anche su scala mondiale. Corti parla le lingue, conosce il mercato internazionale: valuteremo cosa possiamo fare ma la conoscenza è molto importante.

Torniamo ai tifosi: avete già pensato alla campagna abbonamenti?
Sicuramente ci saranno idee, sarà importante che in tanti si abbonino allo stadio. Sento gente carica ed entusiasta, vorrei il record degli abbonamenti e per questo mi rivolgo ai tifosi: fatelo, vi metteremo nelle migliori condizioni. Chi viene a Bergamo deve temere l’ambiente. L’Atalanta deve avere la sua gente vicino, abbiamo molte idee come avevamo ad esempio fatto per gli abbonamenti rosa. Ci divertiremo, vogliamo un pubblico che venga dietro: dobbiamo conquistare insieme la serie A.

Certo che le 9000 persone della “Camminata Nerazzurra” sono una risposta splendida..
Qualcosa di incredibile, noi dobbiamo e vogliamo essere vicini alla gente. I 9000 devono diventare 18000, e poi ancora di più con 27000 allo stadio. Abbiamo idee nuove, promozioni.

Nel passato avevate rapporti diretti con il tifo organizzato, pensate di riproporre qualcosa di simile?
Sono cambiati i tempi, vedo migliorate molte cose. Noi metteremo sempre una persona che dialogherà con i tifosi, con il club amici e con gli ultras. Una persona a disposizione per loro, qualcuno che avrà il contatto quotidiano. Con loro serve dialogo, ho trovato ragazzi chiari e penso che si debba essere tutti uniti.

Primo contratto firmato, il biennale con il Capitano…
Ho spiegato a Doni il progetto, per ora due anni di contratto ma gli ho garantito il futuro: strategicamente uno come lui non lo puoi perdere mai. Fino a che ci sono io, lui resta all’Atalanta. E’ una persona straordinaria, intelligente, per cui è il minimo fare questo. Anni fa, provai a fare lo stesso con Stromberg: ora ha molti impegni quindi è difficile.

Conti alla mano, sembra che possa servire un aumento di capitale se si limitano le cessioni. Cosa può dire?
Sicuramente arriverà, faremo un aumento di capitale di 8-9 milioni. Se ci sono soci che amano l’Atalanta e vogliono entrare ben vengano. Certamente non perderemo il controllo, anche se ora è strano vedere come nessuno ci sia stato vicino: l’imprenditoria che conta non si è presentata.

Visibilità e rapporti con la Lega chi li gestirà?
Sarò presente io negli incontri più importanti e significativi, per i rapporti continuativi invece ci sono due persone come Spagnolo e Fratus che possono farlo: ne sceglieremo uno. Abbiamo anche rapporti di business con tanti imprenditori di B, sicuramente non saremo tagliati fuori.

Ci sono giovani interessanti ma anche ragazzi che forse non vogliono fare la serie B…
Schelotto? Ha detto che vuole restare in A. E’ una copia di Ferreira Pinto mi dicono, vedremo ma sicuramente devono trattare con noi. I più importanti sono inamovibili. Bellini lo abbiamo già incontrato, è una bandiera: come si fa a non pensarlo qui? Sono gioielli che l’Atalanta deve avere e tenere. Tiribocchi, Manfredini e Padoin può darsi che siano richiesti, Spagnolo sarà bombardato, sta facendo un gran lavoro e sono molto contento. Garantisco che si farà una squadra di grande livello.

Chiariamo ancora il suo pensiero sullo stadio?
Lo stadio deve essere il prodotto finale. Ci sono due problemi: quanto costa realizzarlo? La sua struttura? Le strade? Noi vogliamo creare qualcosa di funzionale, sono 6 anni che abbiamo messo l’idea che chiamavamo “Polo dello Sport”: c’era dentro tutto, commerciale compreso. Si alzò un polverone, poi a due chilometri dalla Grumellina hanno aperto un Centro Commerciale. Noi vogliamo creare il “Mondo Atalanta”: abbiamo contatti con realtà internazionali che hanno costruito cose molto belle, anche noi possiamo fare qualcosa di carino e importante. Quando vengono gli avversari devono tremare, per farlo serve un’operazione più ampia: devono esserci attività che permettano di fare lo stadio quasi gratis per l’Atalanta. Ho già fatto un incontro con i miei collaboratori, gente fuori dall’Atalanta: ho una struttura che può fare, a costo zero, progetti di grande livello.

In città o fuori?
Ci sono aree per farlo e sarebbe bello fosse in città. Valuteremo una soluzione nel comune di Bergamo e anche una fuori: dobbiamo confrontarci con tutti, ma pagheremo il giusto. Comune e Provincia conoscono i numeri, noi pensiamo di conoscere bene come si può fare: vediamo se ci riusciremo. Alla Grumellina avevamo già studiato posizione e accessibilità. Abbiamo lavorato anche su un progetto a Grassobbio, speso soldi per i progetti e siamo tornati a casa con la coda in mezzo alle gambe.

Quanto tempo ci vorrebbe?
Almeno 3-4 anni, come minimo.

La sua dichiarazione sul Barcellona avrà infiammato i tifosi…
Certo, vorrei un’Atalanta modello Barcellona. Manderemo per 15 giorni le nostre persone a vedere come si allenano a Barcellona. Ci penseremo, lo faremo ma ora lasciateci concentrare sull’obbiettivo primario. Dobbiamo tornare in serie A, se no diente mat!

Presidente, le sue parole hanno fatto sognare i tifosi…
Ci saranno i problemi, lo sappiamo. Ma voglio dire ai tifosi: dateci una mano, il nostro progetto è a medio e lungo termine, siete voi tifosi i protagonisti da una vita di questa società. Sabato mi sono emozionato, sono dimostrazioni che ti fanno dire ancora di più bisogna lavorare al massimo. I miracoli non si fanno, faremo qualcosa di buono e ci divertiremo: stateci vicini.

Fabio Gennari



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