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Atalanta, c’è Stefano Colantuono per la panchina

Di Redazione7 giugno 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Stefano Colantuono

Stefano Colantuono

updated BERGAMO – Tutti i segnali, portano a Stefano Colantuono. Dopo l’acquisto della società, Antonio Percassi e i suoi collaboratori hanno passato un week-end decisamente intenso: in agenda, prima di tutto, la scelta del nuovo allenatore.

Sabato mattina, durante la presentazione alla stampa, lo stesso patron nerazzurro ha dichiarato come la prossima stagione di B dovrà essere organizzata e gestita con l’obiettivo primario di tornare subito in serie A. Senza se e senza ma.

Per centrare la promozione servono un gruppo solido, qualche innesto mirato e un condottiero di sicuro affidamento che conosce la categoria. Il nome? Solo uno, Stefano Colantuono.

Il tecnico romano è impegnato con il Torino nei play-off per salire in serie A. Nella semifinale di ritorno giocata domenica ha addirittura sbancato il Braglia di Modena superando il Sassuolo per 2-1 (reti di Scaglia e Bianchi) ma ci sono pochissime possibilità che rimanga alla guida dei granata. Forse nessuna.

Voci molto accreditate raccontano di un rapporto ormai logoro con la piazza e di alcune preferenze societarie decisamente diverse: il direttore sportivo Petrachi, ad esempio, non avrebbe Colantuono in cima alla lista dei suoi desideri per la prossima stagione.

Lo stesso tecnico arriva da una stagione travagliata con il Torino, a novembre fu esonerato per poi essere richiamato da Cairo all’inizio di gennaio, e sembra non abbia mai trovato le condizioni ideali per lavorare come piace a lui. Qualche settimana fa, poi, circolò la voce di un interessamento della società nerazzurra ma arrivò un comunicato ufficiale a smentire: la realtà è che Colantuono a Bergamo tornerebbe di corsa.

La sua esperienza con l’Atalanta è stata esaltante, 81 punti in serie B e il successivo ottavo posto in serie A (con il record dei 50 punti) vennero spazzati via da un dietro-front clamoroso quando Ivan Ruggeri gli aveva già rinnovato il contratto: scelse il Palermo di Zamparini, non seppe rinunciare ad un contratto molto importante.

Quel tradimento, i tifosi atalantini lo ricordano bene, non fu pesante solo per la società e per il pubblico. Ad alcuni amici, il tecnico capitolino confidò quasi subito l’errore e la possibilità di tornare a Bergamo per riportare l’Atalanta in A sarebbe certamente il modo migliore per riabilitarsi. Se aggiungete l’ottimo rapporto con Doni, quello con Ferreira Pinto (fu lui a lanciarlo in maglia nerazzurra nella massima serie) oltre al grintoso 4-4-2 che ebbe come unica variante la presenza del capitano alle spalle di Zampagna è facile chiudere il cerchio.

La candidatura di Stefano Colantuono è quindi la più accreditata, anche e soprattutto perché l’Atalanta sabato ha ricevuto da Franco Lerda una cortese richiesta di attesa. Nel pomeriggio, alcuni emissari della società hanno incontrato il tecnico del Crotone che, ascoltate le offerte, ha deciso di prendere tempo. Come aveva fatto con il Livorno, come aveva fatto con la Reggina. Il motivo? Semplice, la priorità di Lerda è il Torino. In serie B il suo ingaggio da parte di Cairo è praticamente certo, per la serie A ci sono più cose da valutare ma la certezza è sempre una: Colantuono, a meno di cataclismi improvvisi, non rimarrà al timone dei granata.

Le altre candidature appaiono francamente improbabili. Mutti è in vacanza in Croazia e resta in attesa di comunicazioni, Donadoni è fantacalcio e lo stesso Gigi Cagni è un nome che viene fatto senza che ci sia un reale interesse. Claudio Foscarini, bravo allenatore appena estromesso dai play-off con il suo Cittadella, ha sicuramente molti estimatori ma non sembra incarnare quelle garanzie che Percassi sta cercando.

Non è tempo di scommesse, servono certezze e un’idea di calcio ben precisa: Stefano Colantuono, oggi, è il più serio candidato alla panchina dell’Atalanta e l’incontro avvenuto a Bergamo lunedì mattina lo conferma senza bisogno di ulteriori spiegazioni..

Fabio Gennari


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