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Politica

Si allarga l’indagine sulle società del pidiellino Ponzoni

Di Redazione3 giugno 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Massimo Ponzoni

Massimo Ponzoni

MILANO — Si allarga l’inchiesta sulla Pellicano, la società immobiliare che ha messo nei guai l’attuale segretario del consiglio regionale Massimo Ponzoni, indagato per bancarotta fraudolenta. Nei prossimi giorni il tribunale di Monza deciderà sull’istanza di fallimento avanzata dalla procura brianzola per un’altra delle immobiliari riferibili al 37enne politico desiano, il più votato nel collegio di Monza e Brianza alle ultime regionali con oltre 11mila preferenze.

Ponzoni è recentemente finito nella bufera a causa di un altro avviso di garanzia notificatogli dai pm monzesi per corruzione. Ponzoni avrebbe intascato 220mila euro da un costruttore della provincia di Bergamo, Filippo Duzioni per far valere la sua influenza negli ambienti politici brianzoli e far cambiare destinazione d’uso a un area compresa tra i comuni di Desio e Seregno. Cambio di destinazione che secondo gli inquirenti sarebbe avvenuto mediando con “pubblici funzionari” dei due comuni che sarebbero stati “diversamente ricompensati”.

Inoltre, l’ex assessore del Pdl è indagato insieme alla moglie, il cognato e il commercialista per la bancarotta della Pellicano. Mentre per un’altra società immobiliare di Ponzoni, la Mais srl, il tribunale sarebbe pronto a chiedere un’istanza di fallimento. La società inoltre compare nelle carte relative alla presunta bancarotta Pellicano.

Tra la Mais e la fallita Pellicano, infatti, ci sarebbero stati scambi sospetti di denaro che, secondo gli inquirenti, proverebbero il reato di bancarotta. Per Ponzoni, dunque, potrebbe profilarsi un’altra accusa di bancarotta.


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